Commenti sull’Info Age

Diari sull’informatica e dintorni

Piccolo inciso 2: tempi moderni — Aria stantia dal PDL

Pubblicato da orter su Marzo 12, 2008

E’ arrivato in questi giorni anche il programma del PDL. Salta subito all’occhio una cosa, trovare questo programma in Internet è un problema. usando Google si trovano tonnellate di commenti su di esso, ma il rpogramma in sè è assolutamente introvabile. Il programma del PD, invece, lo si trova con estrama facilità, poichè è “linkato” da decine di elemienti della “blogosfera” (termine di assoluta moda).

Verrebbe da pensare che stà blogosfera sia di sinistra tout court e probabilmente questo è anche vero, ma comunque, per amena correttezza , il link verso il programmozzo del Pdl è questo qui pubblicato dal Sole 24 Ore. Certo verrebbe da oservare che anche gli altri giornali (soprattutto quelli On Line) dovrebbero farsi carico di linkare il documento, oltre che commentarlo, così come linkano quello del PD (chi ha detto Repubblica?). Parimenti vorrei vedere link fioccare anche verso i programmi di Centro, estrema Destra, estrema Sinistra, Grilli e grillini vari, ma mi sà che è un pò troppo sperarlo.

Il programma del PDL non è troppo diverso da quello presentato alla passata turnata elettorale: chi lo scrive ha la solita evidente matrice aziendalista. I punti in sostanza sono questi:

Politica Fiscale:

Dalle ”Meno tasse per tutti” (che peraltro stavolta ha usato Veltroni) si è passati ad una precisa indicazione nella riforma di riforma dell’IVA e dell’IRAP. Il pagamento della prima dovrebbe essere vincolato all’effettivo pagamento della fattura, il secondo dovrebbe essere riformato per considerare le deducibilità. Estremamente positivo per i possessori di partita iva che ormai sono quasi la metà (sfigata) dei lavoratori, neutro per l’altra metà. Sicuramente queste misure entreranno nel programma della sinistra la prossima turnata elettorale (e questo dimostra la mia fiducia sulla loro effettuva esecuzione). Si ipotizza poi una riorganizzazione del calendario fiscale che diminuisca le date di presentazione di documentazione e pagamenti. Anche questo banalmente positivo.

Il sud:

Anche il PDL sente la necessità di dedicare ad un capitolo al questo neo sotrico italiano. Si ipotizza la creazione di “zone franche” e “banche del sud”. Visto che nel sud ci sono zone franche da ogni legge da anni questa parte del programma è solo un riempitivo di forma.

Il programma non parla direttamente di riforme scolastiche stavolta, se le saranno dimenticate.

 Sulla carta sto’ programma fa meno ridere di quello della sinistra, ma manca di quello che manca sempre: gli italiani. Si saranno persi nei vari blog……

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Piccolo inciso 1: tempi moderni — aria fritta dal PD

Pubblicato da orter su Febbraio 25, 2008

Mi permetto, nel mio piccolo, qualche commento sul programma elettorale del PD.

INFRASTRUTTURE - «Primo: modernizzare l’Italia significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale – (omissis)

Una cosa del genere l’ha detta anche Ciriaco De Mita (quando era giovane)

MEZZOGIORNO - Secondo punto programmatico «è il grande obiettivo di innovazione del Mezzogiorno, della sua crescita, che è la crescita dell’Italia».

Ancora con sto’ mezzogiorno? Lo sento dal 1974. Non dovrebbe essere l’una del pomeriggio ormai?

SPESA PUBBLICA - Terzo obiettivo «il controllo della spesa pubblica». Negli anni di governo della destra – spiega Veltroni – è aumentata la spesa primaria corrente, «mentre il governo Prodi ha risanato e migliorato i conti pubblici. Per questo il nostro slogan è spendere meglio, spendere meno».

Dal 1990 in poi, ogni programma di qualunque schieramento politico comprende il contenimento  della spesa pubblica. Abbiamo 7 miliardi di euro di buco per “spese inpreviste” prodotte dal presidente del partito di Veltroni e questo mi parla di contenere le spese? Diciamo che a Veltroni non darei la mia carta di cerdito. La usa meno mia moglie! (il che è tutto dire!)

RIDUZIONE TASSE - Il quarto obiettivo del Pd «è fare quello che non è mai stato fatto: ridurre le tasse ai contribuenti leali, ai lavoratori dipendenti e autonomi che oggi pagano troppo». Un obiettivo che si traduce nello slogan: «Pagare meno, pagare tutti».

Questa l’ho già sentita…..però dall’altro schieramento.

LAVORO DONNE - Quinto punto del programma «è investire più di quanto mai sia stato fatto sul lavoro delle donne». Perché «oggi in Italia ci sono tre patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. E noi vogliamo trasformare il capitale umano femminile in un asso per la partita dello sviluppo».

Eh?

CASE IN AFFITTO – Al sesto punto programmatico c’è il problema della casa. Veltroni vuole aumentare le case in affitto e la «costruzione di circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro».

700 mila case in un paese dove l’ultimo censimento ha ipotizzato la presenza di 57,581 mln di individui e dove c’e’ un’immigrazione incontrollata? Numericamente Veltroni ha promesso case per lo 0,01 % degli individui. O non sa fare divisioni o mi prende per il culo…..mi sa che entrambe le ipotesi sono valide.

DOTE FISCALE - Settimo obiettivo «è quello di invertire il trend demografico mediante l’istituzione di una dote fiscale: 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido». Veltroni ha quindi rimarcato la necessità della lotta alla pedofilia, «il più orrendo dei crimini».

E’ la stessa tecnica di Mussolini, adottata nel 1930!! Complimentoni!!!!

UNIVERSITA’ - Ottavo posto nel programma del Pd è quello dell’università. «Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010 «perché la società dovrà contare sul talento e sul merito dei ragazzi italiani».

Non basta che non funzionino i corsi già esistenti per gli atenei già esistenti? Occorre non farne funzionare altri? Ma non si doveva contenere la spesa? No io la carta di credito non te la dò!

PRECARIETA’ - Nono punto: «la lotta alla precarietà, la qualità del lavoro e la sua sicurezza». Per Veltroni «la sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale della persona umana, che non può essere comprato e venduto a nessun prezzo». Quanto ai giovani precari dovranno raggiungere il minimo di 1.000 euro mensili.

E chi li assume più?

SICUREZZA - Decimo obiettivo è quello della sicurezza «perché far sentire sicuri i cittadini è uno dei principali obiettivi del Pd». Il segretario del Pd vuole maggiori fondi per le forze dell’ordine e ribadisce la certezza della pena come uno dei cardini dell’azione di governo del centrosinistra.

10° punto? E’ solo il 10° punto? E poi altri fondi? Non  mi dovevi ridurre le tasse?  Veltroni ma va a…diminuire le tasse ad un altro!

GIUSTIZIA - Undicesimo punto è quello della giustizia e della legalità. Ricordando le parole di Napoletano Veltroni dice «che da troppi anni c’è uno scontro nel Paese sulla giustizia e tra politica e magistratura. Proporremo norme innovative per la trasparenza delle nomine di competenza della politica. Nel nostro ordinamento inseriremo il principio della non candidabilità in Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi connessi alla mafia, camorra e criminalità organizzata o per corruzione o concussione».

E serve una legge? Non basterebbe il senso di decenza tuo e dei tuoi colleghi?

INNOVAZIONE - Ultimo e dodicesimo punto è quello dell’innovazione: «Vogliamo portare la banda larga in tutta l’Italia e garantire a tutti una tv di qualità». Il segretario del Pd dice che è necessario superare il duopolio tv «e correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il pluralismo e la libertà del sistema».

La banda larga? La banda larga sul programma di governo? E poi non c’è ormai il Wi Max? Veltroni segue un  progetto già vecchio in partenza. Ma chi te la fatto sto’ programma? Tuo nipote cercando le parole su Google? Ma neanche nel Botzwana ci sono programmi simili.

E meno male che il programma è finito. prometto che se dal PDL giungerà un altro attentato alla mia intelligenza lo commenterò equanimamente!

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Netscape è morto, viva Netscape.

Pubblicato da orter su Dicembre 31, 2007

R.I.P. per Netscape

America On Line, detentrice dei diritti di Netscape, chiude definitivamente il progetto ed il suo supporto il 1 Gennaio 2008.

Netscape è il secondo Browser della storia dopo Mosaic, entrambi furono sviluppati da Mark Andreseen.

Netscape nasce più performante di Mosaic. Dopo due anni di massima diffusione cominciarono le difficoltà dovute a due fattori. In primo luogo il potere commerciale di Microsoft impose il pessimo Internet Explorer grazie ad una preinstallazione sui vari OS Windows. Secondariamente la manifesta incapacità del duo Jim Clark e Anderseen (proprietari di Netscape) nell’organizzare un valido gruppo di sviluppo contribuì a strangolare il progetto.

AOL acquisì Netscape, ma questo non fermò il declino.

La decisione di rendere OPEN il codice di Netscape ha reso possibile lo sviluppo del progetto MOZILLA il cui figlio più celebre (e migliore) è il fantastico Firefox, browser che sta minando la diffusione di IE 7.

Netscape rappresenta ciò che di buono può fare un programmatore e quanto il medesimo può sbagliare nella gestione di una azienda.

E’ un bellissimo pezzo di storia del software che se ne va, ma lascia, come è giusto che sia, validi suoi discendenti. E questa è la morte migliore che un programma possa fare.

Requescat In Pacem. 

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Disk RAID con NVIDIA su Ubuntu 7.04 e 7.10 (e Linux in genere)

Pubblicato da orter su Novembre 18, 2007

I secchioni li chiamano fake raid. Sono i raid array gestiti dai bios delle moderne schede madri SATA.

Si chiamano “fake” (ovvero fasulli) per distinguerli dai disk array gestiti da opportuna interfaccia hadrware U-PCI/PCI.

Se i fake array permettono RAID 0, 1, 2, o JBOD con opzioni di gestione veramente di base, gli array hardware permettono RAID 0, 1, 2, 5, 10, JBOD e scalabilità da 5 a 10 dischi.

Ma i fake array sono veramente economici. Gli array hardware sono costosi (si parte da € 250 per un controller da tre dischi), e non tutti sono compatibili con Linux, anzi solo alcuni sono utilizzabili a pieno, per molti occorre rinunciare a funzioni pagate fior di quattrini e ci sono casi di piena incompatibilità.

Ci sono diverse guide per gestire i fake raid array su Linux, per esempio:

In quasi tutte queste guide si mostra anche come installare una distribuzione Linux su un disk array.

Ma i fortunati possessori di fake array, oltre a risparmiare soldi, si trovano a risparmiare fatica. Adottando la gestione del disk array offerta dal bios, l’utilizzo del comando mdadm (amministrazione disk array) diveta inutile.

Comunque, per completezza, si elencano prerequisiti all’uso di mdamd ed esempi commentati.

Su Ubuntu/Debian occorre installare mdadm

apt-get install mdadm

Sia però chiaro che il metapackage raidtools2, citato in alcune guide, è obsoleto.

Per creare un disk array di tipo 1 (mirror):

mdadm --create /dev/md0 --level=1 --raid-device=2 /dev/sdb1 /dev/sdc1

Cambiando –level si impostano raid di tipo 0, 10 o 5.
Naturalmente occorre elencare i device voluti.

Ma per chi usa il setup da bios? Le guide sono fuorvianti.

Si deve impostare l’array usando il pannello di configurazione richiamato al boot della macchina solitamente premendo f10, per capire come cosa fare è bene darsi una letta al manuale della piastra madre, comunque, mediamente, si tratta di elencare quali dischi compongono l’array e che tipo di array (0, 1, 10, jbod) si vuole installare.

Una volta creato l’array ed eseguito il boot di Linux, in /dev/mapper appare un apposito device che si deve utilizzare per

  1. creare una partizione con fdisk o gparted
  2. formattare com mkfs.ext2 o mkfs.ext3 o mkfs.raiser (o qualsiasi fs supporti i RAID)

Il nome del device varia in base al chipset in scheda. Personalmente mi trovo un /dev/mapper/nvidia_gccjfcbf.

Addirittura, il bios rende resistente l’array ad eventuali usi errati di fdisk o mdamd. Ho provato a cancellare la partizione dal device e crearne una nuova e ci sono pure risscito.

 Al primo riavvio di macchina ho potuto comunque ricostruire l’array precedentemente creato senza perdere un solo file.

L’unico appunto è che fdisk -l non lista il device mapper. E’ comunque di aiuto gparted:

gparted mostra il mio disk array fake

Una volta formattato il disk array va montato con

sudo mount -t reiserfs  /dev/mapper/nvidia_gccjfcbf /home/data

Ultima nota: se si tenta di usare madm su di un array gestito da scheda madre si otterrà l’errore ‘device busy’.

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La guida galattica alle Unix Shell parte 3: Script Warm Up

Pubblicato da orter su Novembre 13, 2007

Le nostre mani sullo Unix Scripting

Shell Script Warm Up.

Piccolo riassunto delle parti componenti questa guida:

Parte 1. Perchè esistono le shell.
Parte 2. I primi esperimenti con i comandi Unix.
Parte 3. Script Warm Up.

Per imparare velocemente occorre fare domande, queste sono le più comuni:

Ma io come scrivo le shell script?

Utilizzando l’editor preferito! Che sia il vecchio, ma sempre verde, VI, che sia EMACS o i più prosaici KWrite, Kate, Gedit va bene lo stesso. Scegliete una cartella dove salvare la script (fare una sottodirectory della propria home va benissimo) ed iniziate a lavorare. Un unica accortezza: dopo aver salvato la prima volta la shell, proprio prima del primo lancio, sulla linea di comando digitare

chmod 744 nomeshell.

In questo modo potete lanciare la shell digitando

./nomeshell

il ./ non è un errore di battitura, ce lo dovete mettere.

Ma io come lancio le shell script?

Leggendo il punto precedente dovrebbe essere chiaro: da una shell occorre entrare nella cartella dove c’è la script e lanciarla con ./nomeshell dopo averne cambiato le permission. Una alternativa è lanciare la shell digitando: bash ./nomeshell (in Linux) o ksh ./nomeshell (in AIX e HP/UX) o csh ./nomeshell se siete tra i pochi che usano la c shell. Sì, è pure possibile lanciare la shell da un Window Manager, ma non è pratico per il debugging.

Quali sono gli interpreti disponibili, (ovvero, nello slang dei secchioni, le shell disponibili)?

Brutta notizia: in ambiente Unix non c’è un unico linguaggio script, ci sono vari interpreti e quindi vari dialetti. Buona notizia: i più usati sono due: in ambiente Linux la Bash (che a volte nele guide è semplicemente chiamata sh), in ambiente Aix (lo Unix di IBM) e HP/Ux (lo Unix di Hp) la Ksh (la Korn Shell, disponibile comunque anche per Linux, ma non è spesso inclusa nelle distribuzioni, va installata).

Ci sono altri linguaggi script diffusi: c’è csh che deriva dal linguaggio c, la sh classica (Bash sta per Bourne Again Shell, è un riscrittura della sh). Ma i sono anche il Perl ed il Tcl, che permettono potenza ed affidabilità.

Come faccio a capire quale interprete sto usando?

Bella domanda! Digitare dal promt di comando

 env | grep SHELL

Questo vi dirà quale shell è il default dell’utenza. Se si lancia una script questa verrà interpretata dall’interprete di default. A meno che non si lanci esplicitamente lo script con i comandi:

 ksh ./nomeshell

o

 sh ./nomeshell oppure  bash ./nomeshell

E’ anche possibile indicare quale interprete si vuole adoperare all’interno della shell stessa inserendo come prima riga del codice

#!/bin/nomeiterprete (esempio #!/bin/bash).

Quali sono i comandi di una shell script?

Sono tutti i comandi Unix ed alcuni ‘controllori di flusso’. In Informatica i controllori di flusso sono le istruzioni condizionali ed i cicli.

E adesso finalmente….

La prima shell: hello World

E’ tradizione, questa è la shell:

#!/bin/bash echo "Hello World"

Variabili

Le variabili possono avere nomi composti da caratteri alfanumerici, ma devono iniziare con caratteri alfabetici. Vanno bene variabili come foo, pippo, andrea, lucano, tina132, ma non 2ina.
Per valorizzare una variabile basta porre nomevariabile=valore, esempio foo=”ciccio formaggio” oppure foo = 1. I valori numerici non sono compresi tra doppi apici, quelli testuali sì.
Per leggere il valore di una variabile basta premettere alla medesima il carattere $. Quindi:

foo="ciccio formaggio" echo $foo

mostra a video…. ciccio formaggio.

Variabili speciali

E’ possibile passare dei parametri alla script: ovvero chiamare la shell così

./miashell par1 par2 par3

Per capire basta guardare questo esempio. Questo è il testo della script stampaparametri.sh

#!/bin/bash  echo "Primo parametro:" $1

echo "Secondo parametro:" $2echo "Terzo parametro:" $3

echo "Hai inserito " $# " parametri"

Lanciando

./stampaparametri.sh cuccu ruccucu paloma

si ottiene

cuccuruccucupaloma

3

Quindi è abbastanza chiaro che la variabile $1 è la prima stringa che segue il nome della shell nel richiamo, $2 la seconda, ecc. La variabile $# fornisce il numero di parametri passati. Una curiosità: $0 è valorizzato….con il nome della shell.

Istruzioni condizionali (e concatenamento delle istruzioni).

Danno la possibilità di condizionare l’esecuzione di alcune istruzioni. Per esempio, se si vuole copiare il particolare file dalla cartella /var/log/scrollkeeper.log alla /tmp, ma solo se quest’ultimo esiste, si può scrivere questa script:

#!/bin/bashif [ -f /var/log/scrollkeeper.log ]then

cp /var/log/scrollkeeper.log /tmp

else

echo "Impossibile copiare"

fi

Quindi il formato delle istruzioni condizionali è

if [ condizione ]   thenistruzioni da eseguire se la condizione è vera

else

istruzioni da eseguire se la condizione è falsa

fi

Attenzione, then deve andare a capo, oppure è possibile scrivere così:

if [ condizione ];then

Per cui ‘;’ è alternativo all’andata a capo per indicare all’interprete che può considerare l’istruzione finita. Si possono concatenare più istruzioni separandole con ‘;’ se si vuole scrivere codice illegibile. Per esempio:

echo "tre";echo "due"; echo "uno"; echo "sciacquone!!".

Le condizioni (i secchioni li chiamano test) che si possono mettere nella if sono molteplici. Il test appena visto verifica la presenza di un file. Questo

if [ -d /tmp ]

verifica la presenza di directory. Naturalmente è possible confrontare numeri e stringhe, per esempio:

#!/bin/bashset $pippo="ciao"if [$pippo="ciao"];then

echo "ciao ciao"

else

echo "maleducato"

è una shell che, una volta lanciato stampa a video la stringa “ciao ciao”. Il carattere ‘=’ serve a confrontare stringhe, ma anche numeri:

#!/bin/bashset $pippo=1if [$pippo=1];then

echo "ciao ciao"

else

echo "maleducato"

Per confrontare numeri, la Bash, oltre all’operatore ‘=’, accetta anche l’operatore ‘-eq’:

#!/bin/bashset $pippo=1if [$pippo-eq1];then

echo "ciao ciao"

else

echo "maleducato"

Attenzione: occorre rispettare le spaziature (o l’assenza di spaziature indicata nell’esempio.
Non è corretto scrivere:

if [$pippo -eq 1];then

Gli operatori di confronto utilizzabili sono = < > e -eq (sta per =) -gt (sta per >) -lt (sta per <) -ge (sta per =>) -le (sta per =<). In ksh è obbligatorio utilizzare -ge, -le, -gt, -lt, -eq per i valori numerici e =, >, < per le stringhe.

Cicli e ricicli (ma non bicicli).

Per terminare questa sezione del manuale ecco un esempio di script che usa un ciclo:

#!/bin/bashwhile truedo

echo "pippo"

done

Se la lanciate dovrete terminarla con la pressione dei tasti ctrl+c. Naturalmente while può essere seguito da un test uguale a quelli usati per le istruzioni condizionali.
Ma, come nei cartoni animati, nei telefilm e negli articoli (ma mai nei film porno) si vedrà tutto la prossima volta.

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Ubuntu 7.10 Fa Schifo

Pubblicato da orter su Novembre 3, 2007

Ubuntu in prospettiva diversa

Linux, nei vari gusti offerti via via nel tempo, è sempre stato un sistema operativo per secchioni. Per utilizzarlo occorre studio, passione, precisa volontà.

Ultimamente alcune aziende propongono delle distribuzioni che hanno l’obiettivo di rendere utilizzabile Linux anche dagli utonti (cioè le persone normali, i non secchioni).

Ubuntu (nome che, nonostante l’assonanza, non indica l’apparato riproduttivo africano, vuol dire umanità vista dagli altri) è la distribuzione proposta da un’azienda che si chiama Canonical. Questa distribuzione, più di altre, fa dell’usabilità un vessillo da sbandierare e questa strategia ha il pieno supporto di un manipolo di secchioni che chiama sè stesso comunità.

Devo dire che la precedente versione (la 7.04) ha svolto il suo compito abbastanza bene: si installa e propone all’utente un sistema tutto sommato immediatamente usabile anche se nei limiti di produttività offerti da Open Office, dai vari tool di configurazione e dal windows manager stesso. Addirittura i possessori di schede grafiche accellerate (cioè quasi tutti gli utenti) possono godere di effetti speciali che appaiono quando si fa uno switch tra finestre o quando si minimizza/massimizza un programma o quando si cambia desktop. Stì effetti non servono a nulla, o quasi,ma piacciono molto ai secchioni. Con 7.04 le attività da ufficio si svolgono effettivamente senza l’aiuto di un secchione. Ma un pò più difficile è vedere i puffi da un DVD. Occorre cercare il da farsi in qualche forum, blog o documentazione sparsi nella rete, capire che occorre utilizzare il sistema di scarico ed installazione pacchetti per mettere nel proprio PC un affare che si chiama metapacchetto. Durante l’istallazione, molto difficile per il normoutonto, il sistema avverte che si sta attivando un’opzione insicura e potezialmente illegale. Tutto questo piace molto ai secchioni, ma spaventa i normoutonti. Io volevo solo vedere i Puffi! E mi tocca installare qualcosa di illegale?

Da qualche giorno Canonical offre la distribuzione Ubuntu 7.10 che non è riuscita proprio benissimo. L’installazione o l’upgrade dalla precedente sono alquanto facili, ma dopo questi l’utente si può trovare di fronte a qualche fastidio. Alcuni non riscono ad accedere a parti del disco rigido, ad altri (tra cui a me accidenti) Firefox si impianta a tratti. Ad altri (tra cui sempre a me, che culo) gli effetti grafico/inutili non sono disponibili.

Poco male (insomma) per il secondo problema, ma il primo è vitale. Come risovere? Anzi…perchè risolvere? Perchè si fa una nuova distribuzione e mi si lascia nel guano? Non bastava tenere la vecchia? Canonical mi ricorda Microsoft degli anni peggiori, solo che M$ la lezione l’ha imparata: rilascia sistemi dopo anni e dopo vari test (che tra l’altro non bastano). Canonical non ci è ancora arrivata.

Comunque, dopo l’upgrade da 7.04, visti i problemi, mi sono dato da fare. Per cercare informazioni mi sono rivolto a Canonical, ma ho scoperto che informazioni su 7.10 non ce ne sono. Esattamente come M$ ai tempi di Windows 98 ME(rda) edition. Bene! Allora mi sono rivolto ai vari blog (ultima moda del web) mantenuti dai secchioni.

Qui ci sono vari articoli dove, a fronte del difetto di Firefox, si fa appello a mantra secchioni che, putroppo, spesso vedo apparire nei blog. Per esempio:

il freeze a singhiozzo di Firefox sarebbe colpa alternativamente di

  • Un Bug Noto (e quindi non c’è nulla da fare, sopporta e ciucciati il calzino, perdente!)
  • Dei driver Proprietari Di Invida (che essendo proprietari sono il male)
  • Xorg E’ Cofigurato Male (non ci azzecca nulla, ma fa figo)
  • Della Goolge bar (che io non ho)

e consimili. In realtà, essendoun po’ secchione anch’io, sospetto che Canonical abbia compilato Firefox utilizzando le librerie Gnome 64 Bit che sono in beta da un anno. Ottima scelta! Quindi non ho fatto altro che reinstallare Firefox riscaricandomelo dal sito proprietario. Non ho disinstallato quello proposto di Canonical, perchè voglio godermi la differenza e voglio capire quando verrà scaricata la patch che sistema il tutto, ho messo la versione scaricata nella mia home dir e woila! Tutto funziona come in 7.04. Certo devo reinstallarmi plug-in vari.

Ed ecco il frutto della mia pazienza:

Firefox senza i freeze a singhiozzo su Ubuntu 7.10!

Risolto il primo problema, mi sono concentrato sugli effetti 3d per le finestre. Che non servono quasi a nulla, ma che diavolo! Ci sono!

Visto che non riuscivo a girare il mitico cubetto, il primo passo è stato cercare un tool per configuare compiz (il sistema per gestire gli effetti grafici 3d). Che sorpresa, Canonical non ha pensato di includerlo nella distribuzione.

Mi sono rivolto ai soliti blog secchioni e ho trovato il tool Advanced Desktop Effect Setting (ogni volta che affronto Gnome sento la mancanza del Control Panel che M$ Windows ha dalla versione 3.0.) Installato questo, nulla è cambiato. Eppure Ubuntu mi dice che il cattivo driver proprietario è installato e attivo.

A questo punto mi ricordo di come mi sentivo quando Windows 3.1 non utilizzava la mia strapagata Ultra Vga a 65.000 colori. E quindi ho disattivato e riattivato il suddetto driver, l’informatico è così, se l’automobile gli si rompe lui scende, risale e riprova a metterla in moto….e di solito ha ragione. In questo caso, dopo la riattivazione del Xserver con un bel crtl+alt+backspace mi sono ritrovato ad una risoluzione di 640×480. E ho anche scoperto che in questa risoluzione è difficile schiacciare system, Gnome funziona male.

Bello schifo, driver attivato….ma niente 1040×768, altro che compiz. Stavo per disintegrare la partizione Ubuntu per passare a Fedora, quando mi sono ricordato di quando facevo cose analoghe su Windows 3.51 e ho dato uno sguardo alla configurazione del monitor. Ubuntu mi diceva che stavo usando un Monitor Plug&Pray (e quindi tutto bene no?). Io gli ho detto di usare il mio vecchio Philiphs 105S (9 anni di vita) e BUM improvvisamente ecco disponibili tutte le risoluzioni. Riavviato Xwindows (altra morsa di strangolamento vulcaniano crtl+alt+backspace) ed ecco apparire il logo NVidia.

Ed ecco il risultato del mio sforzo:

Ma allora Compiz serve

Quindi Ubuntu avrà pure avuto i driver installati, ma non li usava. Il bello che ho usato gli stessi trucchetti per Windows di quando ero giovane. Che nostalgia!

Mi dispiace Canonical, il tuo prodotto nella versione 7.10 è ben lungi dall’essere usabile, è un gioco per secchioni. Per essere chiaro: Ubuntu 7.10 fa schifo, è meglio 7.04, nonostante i buoni pareri che appaiono su vari blog, magari anche seguiti come questo.

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Miniculpop all’amatriciana.

Pubblicato da orter su Ottobre 19, 2007

MINICULPOP All’Amatriciana

Mi sento un pò in imbarazzo nel parlare di politica in un sito dedicato alla tecnologia, ma la notizia apparsa oggi nel giornalaccio mi obbliga ad intervenire.
In sostanza il governo guidato dal Premier Prodi si prepara a varare una legge che obbliga all’iscrizione al ROC (registro delle comunicazioni) chiunque decida di mantenere un sito a carattere informativo. Gli unici siti esclusi sono quelli di e-commerce e quelli dedicati alle comunicazioni aziendali.
Lo stesso giornale on-line pubblica commenti che minimizzano gli effetti della nuova legge.

La legge immaginata dal governo Prodi è simile ad una analoga tentata dal governo Berlusconi, ma naufragata in parlamento e ricorda un terzo tentativo effettuato dal primo governo Prodi subbissato dalla defenestrazione dell’esecutivo ad opera dell’alleato (poco amico) D’Alema.

Ma la particolarità della proposta 2007 sta nella sua genericità. Tutti i siti a carattere informativo sono equiparati ad una pubblicazione su carta stampata.

L’effetto dell’aplicazione di un regolamento simile è devastante per l’ambiente informatico. Per ottenere un reddito da Internet offrendo un servizio occorre anche dare valore aggiunto al proprio lavoro. Il valore aggiunto più a buon mercato in Internet sono (o meglio erano) le informazioni. Una piccola impresa che voglia investire in Internet deve ora farsi carico di spese accessorie quali registrazioni e parcelle per direttori responsabili iscritti all’elenco dei pubblicisti.
Ovvero se si intende fornire un servizio, magari una semplice raccolta di informazioni, si deve investire nel software, nel tempo di progetto e (magari di più) nell’editoria.
La perdita di competitività è netta e drammatica: in Italia investire in Internet sarà impossibile per le Micro imprese e oneroso per le PIM.
In un paese già molto indietro nella fruibilità del WEB rispetto ai patner europei proporre questa legge  è quantomeno segno di inettitudine.

Peraltro l’evidente bersaglio della legge, il blog di Beppe Grillo,
non ne sarà scalfito. Grillo è in grado di pagarsi la registrazione al ROC e quant’altro. Certo i supporter del medesimo saranno indeboliti dall’avvento di sifatta norma e forse è questo il risultato che si vuole ottenere: le liste civiche supportate dal comico/politico spaventano. Non importa se per eliminarle occorre rompere qualche uova o calpestare qualche libertà.

La legge, comunque, non fermerà i blogger: siti come WordPress non identificano chi scrive, in rete l’anonimato è possibile. Amaro poi è pensare che i sinistrorsi centri sociali continueranno a scrivere le loro verità impunemente: perchè sono disubbidienti (lo sanno benissimo i politici di sinistra) e poi perchè i pubblicisti gli hanno gratis, glieli pagano i liberi professionisti e gli imprenditori con le loro tasse.

Temo che una legge del genere vada contrastata usando tutti i metodi che la democrazia offre.

Nel frattempo, non resta che consolarsi con un adagio napoletano: “La notatta dovrà pur passare”.

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Metodologia valutazione Sistemi Operativi

Pubblicato da orter su Ottobre 8, 2007

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Consigliare un Sistema Operativo (OS) significa averlo provato e valutato. E’ dal 1982 che riviste e libri forniscono pareri sul questo o quel sistema operativo. Nessuno si è mai degnato di formalizzare un metodo atto ad esprimee pareri razionali.

E’ ovvio che un OS offre particolari funzioni e che queste determinano il giudizio. Ma sono ormai anni che tutti i Sistemi Operativi all purpuose (Windows ai vari gusti, Linux, BSD, OSX, Tiger) offrono più o meno le stesse funzioni di base.

Ciò che fa la differenza sono i programmi, ma anche in questo campo l’appiattimento è pressochè totale, a meno di avere esigenze molto specifiche o di essere seguaci di un particolare brand.

Si vuole tentare di fornire una serie di specifiche atte a classificare i vari sistemi operativi (anche intesi come distrubuzioni Linux).

Ogni parametro è espresso su scala numerica da 1 a 10. Il punteggio maggiore indica altà disponibilità/efficienza.

Il primo parametro OfficeReady identifica la disponibilità di tool per Office Automation di base (spreadsheet, word processing, mail, organizer).

Il parametro OfficeProfessional identifica la disponibilità di tool per il Project Management, Data Base, Data Warehouse evoluti.

Il parametro MediaManagement identifica la presenza di tool per fruire di contenuti multimediali.

Il parametro Develop identifica la presenza di piattaforme di sviluppo.

Il parametro OfficeIntegration identifica la fruibilità di tool integrati per l’Office Automation

Il parametro NetAssistant identifica la presenza di tool di amministrazione integrati per la gestione della rete.

Il prametro TimeToUse identifica il tempo trascorso in installazioni prima di poter iniziare a fruire del sistema. Questo è un parametro relativo all’ambito di utilizzo.

Nella scrittura di recensioni sui vari OS si cercherà di fornire quantificazioni di questi parametri.

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E se una sera d’inverno un viaggiatore…..

Pubblicato da orter su Ottobre 7, 2007

galatea_dali.jpg

 

Supponiamo che.

Supponiamo che MicroSoft sviluppasse una versione di Office (2008, 2009, 2010?) nativa per GNU/Linux. Che scenario si presenterebbe?

Cose mai viste? No, nel 1990 Word 4 (se ricordo bene) è uscito in versione DOS (ci mancherebbe), Amiga, Atari ST, ed era annunciata una versione per MAC (che ci ha messo qualche anno per arrivare).

E adesso, dopo il parziale flop di Vista?

Sembra che MS trovi qualche difficoltà a desupportare XP, inoltre il nuovo office 2007, pur carrozzato con una interfaccia che accoglie molteplici richieste degli utenti in termini di semplicità, non porta novità di rilievo.

Il mercato dei PC equipaggiati con Windows appare saturo.

Perchè non investire in Linux? Dico la verità, per amor di compatibilità con il lavoro del prossimo io MS Office per Linux lo comprerei.

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La nuova serie di articoli

Pubblicato da orter su Ottobre 7, 2007

avorio.GIF

Scrivo su questo blog ormai da quasi sei mesi e non mi sono mai firmato con il mio vero nome. Ma da oggi il blog viene linkato dal mio sito personale ed esco quindi dall’anonimato.

Su altri blog ospitati da WordPress ho fatto notare la possibilità offerta da questo ISP di mantenere il completo anonimato. Insisto col dire che blog anonimi, articoli con fonti non verificabili, commenti a ruota libera, link messi a casaccio non fanno che aumentare la confusione. Internet sta morendo a casua di quest’ultima

Nel 1995 facendo una ricerca su Altavista su di un qualsiasi argomento informatico o scientifico venivano offerti link ad articoli che erano scritti e verificati da chi si occupava di quel progetto informatico o da istituti universitari impegnati nella divulgazione. Anzi, capitava spesso di poter scambiare informazioni direttamente con chi effettivamente stava svolgendo la specifica ricerca.

Oggi, nel terzo millenio, queste pagine ci sono ancora, ma facendo una ricerca su Google appaiono centinaia di link verso blog o wiki spesso scorretti o riportanti informazioni obsolete.

Questo blog ha il solo scopo di diario di bordo, raccoglie articoli divulgativi, ma i contenuti che vi appaino sono da ritenersi una “beta version” di quelli finali che appaiono nel mio sito personale www.cdona.com o in quello aziendale www.alef-0.com

Personalmente mi occupo di informatica, faccio il consulente, sviluppo e mantengo siti web, organizzo e tengo corsi (ovviamente relativi all’informatica). E’ ovvio che il blog verterà su argomenti tecnico/informatici.

Anche se è ribadire l’ovvio, mi prendo la piena responsabilità dei miei articoli. Parimenti chi esprime commenti su queste pagine si prende a pieno la propria.

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Plugin Eclipse: Editor PHP

Pubblicato da orter su Giugno 21, 2007

screenshot.png

Tra i vari plugin disponibili per Eclipse, quelli utili ad editare file php sono tra i più ghiotti. Un buon plugin di questo genere si trova nel sito Plog4U. Per installarlo basta seguire la guida che si trova nel sito stesso. Sostanzialmente si tratta di selezionare dal menu di Eclipse Help->Software Updates->Find/Install , aggiungere http://phpeclipse.sourceforge.net/update/releases, alla lista dei repository e schiacciare il tasto Finish.

Se si utilizza Ubuntu Feisty, però, occorre soffrire un altro pò. Ubuntu non installa il sun java jre, quindi occorre installarlo con

sudo apt-get install sun-java6-jre

Dopo questa installazione, si rende necessario editare il file /etc/eclipse/java_home mettendo in testa la stringa /usr/lib/jvm/java-gcj per indicare quale jvm deve utilizzare il plugin.

Se usate la versione 64 bit potreste trovarvi ad una ulteriore difficoltà: il file /etc/eclipse/java_home non esiste. Occorre creare la cartella /etc/eclipse con

sudo mkdir /etc/eclipse

Il contenuto del file è questo (si può fare cut and paste delle prime due righe non commentate):

# This file determines the search order the Eclipse Platform uses to find a
# compatible JAVA_HOME. This setting may be overridden on a per-user basis by
# altering the JAVA_HOME setting in ~/.eclipse/eclipserc.

/usr/lib/jvm/java-gcj
/usr/lib/kaffe/pthreads
/usr/lib/jvm/java-1.5.0-sun
/usr/lib/j2se/1.5
/usr/lib/j2se/1.4
/usr/lib/j2sdk1.5-ibm
/usr/lib/j2sdk1.4-ibm
/usr/lib/j2sdk1.5-sun
/usr/lib/j2sdk1.4-sun

Dopo di questo, tutto dovrebbe funzionare.

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La Guida Galattica alle Unix Shell: parte 2 — I primi esperimenti con i comandi Unix

Pubblicato da orter su Giugno 19, 2007

hacker.jpg

Piccolo riassunto delle parti componenti questa guida:

Parte 1. Perchè esistono le shell.
Parte 2. I primi esperimenti con i comandi Unix.
Parte 3. Script Warm Up.

Nella puntata precedente….il xchè delle script unix, la lista dei comandi + comuni (avete notato il linguaggino giovane da sms, very cool vero? Merito una citazione da Repubblica?).

In questa breve puntata, si incomincia a pacciolare (dal dialetto veneto razzolare, in senso lato pasticciare, manipolare, azionare con spirito di studio e/o sperimentazione) con i comandi stessi. Perchè per fare script solide (o semplicemente utili) occorre saper funzionare i comandi.

Il motto è niente teoria, solo pratica e quindi ci spariamo alcuni esempi:

Lista dei file nascosti in una directory: ls -al

Lista di solo subdirectory: ls -d

Lista di file ordinati per data di variazione ascendente (cioè dai file più vecchi ai più recenti): ls -altr

Ricercare la stringa “mammaliturchi” all’interno dei file contenuti in una directory: grep mammaliturchi ./*

Cercare un file chiamato “vivamammozzo” a partire dalla root: find / -name vivamammozzo. Attenzione però, lanciando questo comando potreste ricevere alcune segnalazioni di errore tipo “Cannot Open File/Directory” anche se siete root (neanche root riesce ad aprire file temporanei gestiti dai processi). Ignorateli.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che alcuni caratteri particolari permettono di accedere a directory particolari

/ è root. La directory su cui sono mantate tutte le altre cartelle.

. è la directory corrente (se non vi ricordate qual’e’ usate il comando pwd)

.. è la directory padre nell’albero delle dir.

Altri esempi:

Cercare lo stesso file a partire dalla dir “miadir”: find miadir -name vivamammozzo

Cercare nella solita dir miadir un file che non ha avuto accesso (in lettura o scrittura) da 2 giorni: find miadir -type f -atime +2.

Ricercare un file creato o modificato da due giorni nella cartella miadir: find miadir -type f -mtime +2.

Find è un comando iteratore, ovvero, eseguendo le ricerche, può eseguire anche dei comandi su ogni file/directory trovato: find miadir -name ‘*’ -type f -exec rm -f {} \;

E’ bene commentare il comando precedente: si chiede di ricercare nella cartella miadir un oggetto che si chiama ‘*’ (qualunque file o cartella). L’oggetto deve essere di tipo f (ovvero un file). Per ciascuno di questi oggetti si esegue il comando rm -f (cancella senza richiedere conferma). Le lettere {} \; servono a chiudere il comando, usatele così come sono quando vi scappa di utilizzare l’opzione -exec. Altri esempi :

find miadir -name ‘*’ – atime +2 -type f -exec rm -f {} \;

find miadir -name ‘*’ -type f -exec pg {} \; (pg stampa il file a video).

Nella prossima puntata: la base della programmazione script!

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Un posto al sole.

Pubblicato da orter su Giugno 14, 2007

sun-for-web.gif

Linus Torvalds, in questo suo post, apparso nella Linux Kernel Mailing List, critica SUN sulla decisione di pubblicare un kernel OpenSolaris sotto la Gplv3.

La base della critica è una osservazione di Alexandre Olivia che, in un altro post, si chiedeva perchè Opensolaris non sia stata rilasciata tempo addietro sotto Gplv2.

Torvalds sostiene che la scelta di SUN è puramente opportunistica: adottando la filosofia Gpl, la casa di Solaris può trarre vantaggio dal lavoro dei Kernel Hackers senza dare nulla in cambio.

In pratica (e parafrasando) SUN potrà utilizzare drivers sviluppati da volenterosi programmatori senza per questo dare un contributo essenziale allo sviluppo del Kernel.

Linus ha sicuramente ragione, ma questa è la filosofia di base Gpl. Certo, poichè SUN produce Chip non diffusissimi, i progetti seguiti per Opensolaris potrebbero non avere applicazione facile per le piattaforme 32 o 64 bit Intel e AMD. Ma questo rischio sta nel gioco dell’Open Source. E quando si gioca, occorre seguire le regole anche se sembrano ingiuste.

Gli utenti possono sperare nella pubblicazione di un Kernel ufficiale Solaris che giri su AMD o Intel (magari qualche utilità per i servizi di rete potrà anche esserci), ma personalmente dubito che questo avverrà.

Peraltro rimango d’accordo con Linus: Solaris sta lentamente sparendo, dubito che la mossa di SUN porterà giovamento.

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E’ tutto oro quello che luccica.

Pubblicato da orter su Giugno 13, 2007

william-blake.jpg

Giovedì 7 Giugno Repubblica ha pubblicato on line e “on carta” nuove su crimini commessi su Second Life. Ovviamente crimini anche pedopornografici (ci mancherebbe!).

Il giornale non specifica se siano stati oggetti di questi crimini dei veri bambini, ma specifica che il proprietario del sito (i Linden Labs) ha dichiarato Second Life “sito per adulti”.

La notizia è vera, anzi è pure vecchia, ma mi fa venire in mente ciò che dissi in un precedente post. Repubblica stigmatizza, come è ovvio, e racconta la storia di un gruppo di utenti che si offre come vigilantes.

Il messaggio e chiaro vero? 2nd Life è un posto insicuro! Attenti, sopratutto ai bambini!

C’e’ anche un messaggio nascosto: c’e’ un bel sitarello (per adulti) dove si fanno cose birichine, non sentite le acquoline!?

Il giorno dopo succede qualcosa di prodigioso: Venerdì di Repubblica pubblicizza una sua guida a 2nd Life! Senza citare i crimini già descritti, la rivista dichiara che (parafrasando) “senza questa guida ci si potrebbe perdere nel modo virtuale”.
Se un giornale parla (anche male) di qualcosa è pronto a farci ‘bisiness’. Per ora è una guida, ma domani…chissà. In fondo milioni di utenti goderecci fanno gola ad un giornale che annaspa ogni anno di più!

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La Guida Galattica alle Unix Shell: parte 1 — Perchè esistono le shell

Pubblicato da orter su Giugno 12, 2007

hacker495.jpg

Piccolo riassunto delle parti componenti questa guida:

Parte 1. Perchè esistono le shell.
Parte 2. I primi esperimenti con i comandi Unix.
Parte 3. Script Warm Up.

E adesso: la guida.

Visto che c’è chi ridacchia sugli Shell Writers, onore vuole che si renda la pariglia sul versante command line only.

Vi sentite veri/e uomini/donne, siete pronti ad andare dove nessuno è mai andato prima? Bene, prenotate una gita al vostro villaggio vacanze preferito, stampate la magnifica “Guida Galattica alle Unix Shell” e leggetela con gusto.

Come prima cosa viene da chiedersi: nell’era delle finestre vibranti perchè qualcuno scrive shell script? La risposta viene da un’osservazione attenta di quello che fanno alcune delle applicazioni finestrate più gettonate, per esempio aptude. Se clikkate sul tasto “Advanced” durante una installazione vi trovate di fronte a veloci linee che scrollano liente sulla vostra finestrina. Quelle linee sono “linee di comando”. Se voi copiaste quelle linee su di una console, riuscireste a scaricare i vostri programmi senza utilizzare le finestre (piroettanti o meno), degustando il piacere di essere anche voi degli script makers!

Le script utilizzano comandi che potete digitare sulla Linux console, quindi una guida, per quanto breve, non può esimersi dall’enumerare i comandi più utili. Ma prima…come si lancia una Linux Console? Da GNOME andate sul menù applicazioni > system > console. Su KDE menu Applicazioni>Accessories>Terminal.

La console KDE può essere settata per essere trasparente, avere vari colori, sfondi, ecc, ecc. Sbizzarritevi, io personalmente la uso così:

Comunque, ecco una guida ai comandi essenziali:

Comandi di Base -Ambiente UNIX

Indice

Introduzione all’uso
Gestione files, directories e dischi
Gestione dei diritti di accesso
Gestione dei processi
Ricerca e gestione dei file

Introduzione all’uso

Unix è un sistema basato su terminali grafici e testuali. Un ambiente Unix ne implementa normalmente 6.
Per navigare tra i terminali occore digitare CTRL+ALT+[Tasto Funzione]. L’accesso è permesso inserendo ID e password.
Esiste un’utente particolare che ha id fisso

root

che amministratore del sistema.
Unix è CASE SENSITIVE, i comandi sono in minuscolo.


Per avere informazioni su di un particolare comando:

man numerocapitolo nomecomando

dove nomecomando è il comando di cui volete spiegazioni e numerosezione è il capitolo che intendete leggere. Oppure:

whatis  nomecomando

apropos  nomecomando

info  nomecomando

Gestione files, directories e dischi

In che directory sono?

pwd

ritorna la directory corrente.


Lista files e directories:

ls -opz nomedirectory

restituisce la lista dei files contenuti nella directory corrente.
Opzioni:
-a mostra files e dir nascoste
-l mosta permessi, proprietari, data di creazione e nomi di file
-b mostra caratteri non stampabili con il loro codice ottale
-i mostra l’inode di partenza
-x mostra il risultato in riga e non in colonna


Cambio directory:

cd nomedirectory

cambia la directory puntando a nomedirectory. Se si vuole tornare alla dircetory che è radice dell’attuale digitare cd ..


Navigazione assistita:

pushd nomedirectory

mette un puntatore alla directory in uno stack

popd

si riposiziona alla directory in cima allo stack


Quanto spazio mi rimane sul disco?:

df

restituisce quanto spazio del disco è occupato e quanto è libero suddiviso per partizioni
Opzioni:
-a mostra anche le partizioni che hanno 0 blocchi
-H mostra i risultati in Kb o megabyte (means human readable, how fun!)
-T mostra il tipo di filesystem


Gestione dei diritti di accesso

Come funzionano?

Digitando:

ls -l

si vedono sull’estrema sinistra questi caratteri:

drwxrwxrwx

per ogni file, directory e link. Il primo carattere è ‘d’ per le directory e ‘l’ per i link. Seguono tre gruppi di caratteri.
Il primo gruppo indica i permessi garantiti al proprietario del file/directory/link. Il secondo gruppo è relativo al gruppo
cui il proprietario appartiene. Il terzo è relativo a tutti gli altri utenti. Il carattere r indica il permesso di
scrittura, il carattere w quello di scrittura ed infine x sta per esecuzione-modifica.


Chi può cambiare i permessi?

Il proprietario del file.


Si può cambiare la proprietà di un file?

Solo root dovrebbe poter cambiare il propietario di un file
Digitando:

chown user_nuovo_proprietario nomefile/nomedirectory

il proprietario del file o della directory viene cambiato. l’opzione -R forza l’istruzione a cambiare il proprietario
di tutti i file contenuti nella directory indicata.


Come cambio i permessi di accesso?

Digitando:

chmod opz u:g:a +:- r:w:x nomefile/nomedirectory

u usato per cambiare i permessi dell’owner, g per quelli del gruppo, a per tutti gli altri (non nel gruppo dell’uetente e diversi dall’utente).
Se si vogliono cambiare i permessi del gruppo e dell’utente bisogna usare il comando due volte.
L’opzione -R induce la variazione di accessi su tutti i file e sottodirectory di quella indicata. Una versione veloce del comando è questa:

chmod opz nnn nomefile/nomedirectory

Il comando in nnn usa valori decimali così gestiti: la prima cifra corrsiponde all’owner, la seconda al gruppo, la terza a tutti gli altri.
Le cifre sono calcolate usando le seguenti bitmap

100 lettura: valore 4

010 scrittura: valore 2

001 esecuzione: valore 1

Quindi 110 (lettura+scrittura) è 4+2=6, 111 (lettura+scrittura+esecuzione) è 4+2+1=7.

Per fare un esempio:

chmod -R 666 foodir

pone gli accessi di lettura scrittura a tutti per tutti i file e le sottodirectory della directory foodir
Mentre:

chmod -R 111 foodir

mette tutto in sola lettura

chmod -R 600 foodir

nasconde a tutti eccetto l’owner.


Come cambio la password?

passwd

e rispondere alle domande.


Gestione dei processi

Chi sta usando questa macchina?

who opz

ritorna la lista degli utenti he stanno usando il sistema. L’opzione -i mostra quando è avvenuto il logon dell’utente, -a informazioni
su tutti i terminali


Chi sono io (nel senso…che utente sto usando)?

whoami

Quali processi stanno girando in macchina?

ps -ely

ritorna la lista di tutti i processi attivi.

ps -elF

ritorna un albero dei processi

ps -aux

ritorna i processi e gli owner.

E’ interessante annotare il campo processid, con il quale si esegue il kill.


Ancora, quali processi stanno girando in macchina?

top

in linux è un ottimo sistema per tenere d’occhio facilmente quali programmi girano. Una volta lanciato
questo gestore di task rimane attivo in attesa di comandi. questa una lista di comandi:

q esce dal programma

> sposta la lista avanti

< sposta la lista indietro

h help

Z cambia i colori

B toglie i grossetti

u mostra solo i processi di un particolare user

f aggiunge o toglie una colonna nella vista (per Linux la scelta è guidata)

o cambia ordine delle colonne (per linux la scelta è guidata)

W salva la configurazione visuale

c mostra i comandi che stanno girando

i mostra le attività in idle
Nota: qualche terminale remoto potrebbe avere problemi di visualizzazione.
Si consiglia Putty .


Come lancio i processi in background?

Digitare

nomecomando &

per lanciare un programma in background.

bg numeroprocesso

per portare un comando in background (il numero processo lo da’ ps o top)


Come porto un processo in foreground?

Digitare

fg numeroprocesso

per portare un comando in foreground da background (il numero processo lo da’ ps o top)


Come comunico con i processi?

Digitare:

kill -HUP numeroprocesso

per riavviarlo. Il numeroprocesso lo da’ ps o top

kill -H numeroprocesso

per chiuderlo. Il numeroprocesso lo da’ ps o top


Cambiare la priorità di un processo

Le priorità del kernel GNU/Linux vanno da -20 a +20. La priporità più elevata è -20, solo il superuser può
settare priorità negative. La più basse è 20. 0 è la priorità di base. Digitare:

renice livello numeroprocesso

per cambiare le priorità. Il livello è un numerico da -20 a +20. Il numeroprocesso fornito da ps. Un formato alternativo è:

kill livello -p processo -g gruppo -u user

per indicare i processi di un gruppo di utenti o un utente.
Esempio:

vi &ps -e | grep vi

una volta letto il PID (=numeroprocesso) eseguire

renice +1 PID

Lanciare un processo ad una certa priorità

Digitare:

nice -n priorità comando opzionicomando [&]

per lanciare il comando nella priorità indicata in priorità .


Ricerca e gestione dei file

Cercare i file

Digitare:

find -name nomefile/nomedirecory

Cercare una stringa dentro ad un file

Digitare:

grep stringa nomefile

Concatenare più file

Digitare:

cat nomefile1 nomefile2 nomefile3 .... nomedistinazione

Visualizzare la coda di un file

Digitare:

tail -n numerorighe nomefile

per vedere le ultime numerorighe del file. Se si usa:

tail nomefile

si vedono le ultime 10 righe


Visualizzare la testa di un file

Digitare:

head -n numerorighe nomefile

per vedere le prima numerorighe del file. Se si usa:

head nomefile

si vedono le ultime 10 righe


Visualizzare un file

Digitare:

less nomefile

oppure:

more nomefile

si vedono le ultime 10 righe


Differenze tra file

Digitare:

diff nomefile1 nomefile2 > filedidifferenze

per avere un file che mostra le differenze tra file. Questo file di differenze si può anche
utilizzare per allineare due file:

patch nomefiledestinazione filedidifferenze

il file nomefiledestinazione viene aggiornato con le differenze.
Per una trattazione più esaustiva ‘read the fine manual’


Contare le righe di un file

Digitare:

wc nomefile1

Come cambio dei caratteri di un file con altri?

Per la variazione massiva di caratteri di un file

tr stacaratteridavariare listacaratteridainserire

per esempio. tr usa come input lo standard input e come output lo standard
output. Quindi per esempio

less prova.txt | tr '.' [:space:] > provaout.txt

Per cancellare un carattere:

less prova.txt | tr -d '.' [:space:] > provaout.txt

Una guida esaustiva e in italiano sulle Unix Scripr la si trova nel famoso (per chi sa cos’è una BBS) www.pluto.it. Non leggetela se siete Lamers (ovvero persone che scrivono sui Blog come esperti quando ancora devono imparare qualcosina, è il contrario di Hackers), siamo di fronte a guida con un manutentore, sicura e vecchio stile, niente blog e niente wiki!

Alla rpossima puntata!

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