Commenti sull’Info Age

Diari sull’informatica e dintorni

Archivio per Ottobre 2007

Miniculpop all’amatriciana.

Pubblicato da orter su Ottobre 19, 2007

MINICULPOP All’Amatriciana

Mi sento un pò in imbarazzo nel parlare di politica in un sito dedicato alla tecnologia, ma la notizia apparsa oggi nel giornalaccio mi obbliga ad intervenire.
In sostanza il governo guidato dal Premier Prodi si prepara a varare una legge che obbliga all’iscrizione al ROC (registro delle comunicazioni) chiunque decida di mantenere un sito a carattere informativo. Gli unici siti esclusi sono quelli di e-commerce e quelli dedicati alle comunicazioni aziendali.
Lo stesso giornale on-line pubblica commenti che minimizzano gli effetti della nuova legge.

La legge immaginata dal governo Prodi è simile ad una analoga tentata dal governo Berlusconi, ma naufragata in parlamento e ricorda un terzo tentativo effettuato dal primo governo Prodi subbissato dalla defenestrazione dell’esecutivo ad opera dell’alleato (poco amico) D’Alema.

Ma la particolarità della proposta 2007 sta nella sua genericità. Tutti i siti a carattere informativo sono equiparati ad una pubblicazione su carta stampata.

L’effetto dell’aplicazione di un regolamento simile è devastante per l’ambiente informatico. Per ottenere un reddito da Internet offrendo un servizio occorre anche dare valore aggiunto al proprio lavoro. Il valore aggiunto più a buon mercato in Internet sono (o meglio erano) le informazioni. Una piccola impresa che voglia investire in Internet deve ora farsi carico di spese accessorie quali registrazioni e parcelle per direttori responsabili iscritti all’elenco dei pubblicisti.
Ovvero se si intende fornire un servizio, magari una semplice raccolta di informazioni, si deve investire nel software, nel tempo di progetto e (magari di più) nell’editoria.
La perdita di competitività è netta e drammatica: in Italia investire in Internet sarà impossibile per le Micro imprese e oneroso per le PIM.
In un paese già molto indietro nella fruibilità del WEB rispetto ai patner europei proporre questa legge  è quantomeno segno di inettitudine.

Peraltro l’evidente bersaglio della legge, il blog di Beppe Grillo,
non ne sarà scalfito. Grillo è in grado di pagarsi la registrazione al ROC e quant’altro. Certo i supporter del medesimo saranno indeboliti dall’avvento di sifatta norma e forse è questo il risultato che si vuole ottenere: le liste civiche supportate dal comico/politico spaventano. Non importa se per eliminarle occorre rompere qualche uova o calpestare qualche libertà.

La legge, comunque, non fermerà i blogger: siti come WordPress non identificano chi scrive, in rete l’anonimato è possibile. Amaro poi è pensare che i sinistrorsi centri sociali continueranno a scrivere le loro verità impunemente: perchè sono disubbidienti (lo sanno benissimo i politici di sinistra) e poi perchè i pubblicisti gli hanno gratis, glieli pagano i liberi professionisti e gli imprenditori con le loro tasse.

Temo che una legge del genere vada contrastata usando tutti i metodi che la democrazia offre.

Nel frattempo, non resta che consolarsi con un adagio napoletano: “La notatta dovrà pur passare”.

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Metodologia valutazione Sistemi Operativi

Pubblicato da orter su Ottobre 8, 2007

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Consigliare un Sistema Operativo (OS) significa averlo provato e valutato. E’ dal 1982 che riviste e libri forniscono pareri sul questo o quel sistema operativo. Nessuno si è mai degnato di formalizzare un metodo atto ad esprimee pareri razionali.

E’ ovvio che un OS offre particolari funzioni e che queste determinano il giudizio. Ma sono ormai anni che tutti i Sistemi Operativi all purpuose (Windows ai vari gusti, Linux, BSD, OSX, Tiger) offrono più o meno le stesse funzioni di base.

Ciò che fa la differenza sono i programmi, ma anche in questo campo l’appiattimento è pressochè totale, a meno di avere esigenze molto specifiche o di essere seguaci di un particolare brand.

Si vuole tentare di fornire una serie di specifiche atte a classificare i vari sistemi operativi (anche intesi come distrubuzioni Linux).

Ogni parametro è espresso su scala numerica da 1 a 10. Il punteggio maggiore indica altà disponibilità/efficienza.

Il primo parametro OfficeReady identifica la disponibilità di tool per Office Automation di base (spreadsheet, word processing, mail, organizer).

Il parametro OfficeProfessional identifica la disponibilità di tool per il Project Management, Data Base, Data Warehouse evoluti.

Il parametro MediaManagement identifica la presenza di tool per fruire di contenuti multimediali.

Il parametro Develop identifica la presenza di piattaforme di sviluppo.

Il parametro OfficeIntegration identifica la fruibilità di tool integrati per l’Office Automation

Il parametro NetAssistant identifica la presenza di tool di amministrazione integrati per la gestione della rete.

Il prametro TimeToUse identifica il tempo trascorso in installazioni prima di poter iniziare a fruire del sistema. Questo è un parametro relativo all’ambito di utilizzo.

Nella scrittura di recensioni sui vari OS si cercherà di fornire quantificazioni di questi parametri.

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E se una sera d’inverno un viaggiatore…..

Pubblicato da orter su Ottobre 7, 2007

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Supponiamo che.

Supponiamo che MicroSoft sviluppasse una versione di Office (2008, 2009, 2010?) nativa per GNU/Linux. Che scenario si presenterebbe?

Cose mai viste? No, nel 1990 Word 4 (se ricordo bene) è uscito in versione DOS (ci mancherebbe), Amiga, Atari ST, ed era annunciata una versione per MAC (che ci ha messo qualche anno per arrivare).

E adesso, dopo il parziale flop di Vista?

Sembra che MS trovi qualche difficoltà a desupportare XP, inoltre il nuovo office 2007, pur carrozzato con una interfaccia che accoglie molteplici richieste degli utenti in termini di semplicità, non porta novità di rilievo.

Il mercato dei PC equipaggiati con Windows appare saturo.

Perchè non investire in Linux? Dico la verità, per amor di compatibilità con il lavoro del prossimo io MS Office per Linux lo comprerei.

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La nuova serie di articoli

Pubblicato da orter su Ottobre 7, 2007

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Scrivo su questo blog ormai da quasi sei mesi e non mi sono mai firmato con il mio vero nome. Ma da oggi il blog viene linkato dal mio sito personale ed esco quindi dall’anonimato.

Su altri blog ospitati da WordPress ho fatto notare la possibilità offerta da questo ISP di mantenere il completo anonimato. Insisto col dire che blog anonimi, articoli con fonti non verificabili, commenti a ruota libera, link messi a casaccio non fanno che aumentare la confusione. Internet sta morendo a casua di quest’ultima

Nel 1995 facendo una ricerca su Altavista su di un qualsiasi argomento informatico o scientifico venivano offerti link ad articoli che erano scritti e verificati da chi si occupava di quel progetto informatico o da istituti universitari impegnati nella divulgazione. Anzi, capitava spesso di poter scambiare informazioni direttamente con chi effettivamente stava svolgendo la specifica ricerca.

Oggi, nel terzo millenio, queste pagine ci sono ancora, ma facendo una ricerca su Google appaiono centinaia di link verso blog o wiki spesso scorretti o riportanti informazioni obsolete.

Questo blog ha il solo scopo di diario di bordo, raccoglie articoli divulgativi, ma i contenuti che vi appaino sono da ritenersi una “beta version” di quelli finali che appaiono nel mio sito personale www.cdona.com o in quello aziendale www.alef-0.com

Personalmente mi occupo di informatica, faccio il consulente, sviluppo e mantengo siti web, organizzo e tengo corsi (ovviamente relativi all’informatica). E’ ovvio che il blog verterà su argomenti tecnico/informatici.

Anche se è ribadire l’ovvio, mi prendo la piena responsabilità dei miei articoli. Parimenti chi esprime commenti su queste pagine si prende a pieno la propria.

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