Quando i pixel erano quadrati
Interessarsi dei computer negli anni ottanta significava passare per idioti. Mentre i propri coetanei rivolgevano attenzione ai passatempi socialmente accettati
(ovvero farsi la ragazza, il motorino, la moto, la macchina, i capelli), noi si passava il tempo tra riviste malstampate fatte di carta velina, manuali che il negoziante vendeva con un ghigno di compassione…e la tastiera del beneamato home computer.
Gli amici, quelli che con la ragazza avevano già pomiciato, ridevano. I parenti avevano un atteggiamento tra l’imbarazzato ed il preoccupato.
Ho sentito una madre d’informatico dire ad un’altra di non informatico: “Sa…da piccolo smontava sempre i televisori”. L’altra annuiva comprensiva (si sà tra due madri la comprensione è d’obbligo, se la seconda è mamma di sfigato).
C64, Spectrum ZX80, ZX81, 48K…. li chiamavano Home Computer perchè erano per famiglie. La pubblicità della commmodore mostrava persino una famigliola estasiata davanti alla tastiera del C64. In realtà sti affari venivano usati solo dai cosiddetti smanettoni, che erano i cuccioli della famiglia. Più aperti alle novità del padre impiegato, più interessati e sensibili.
Certo, i cuccioli crescono e la società (di cui fa parte anche il resto della famiglia) si aspetta che, dopo aver guardato il film “Il tempo delle mele n” i medesimi si prestino ad interessi più mondani.
Invece alcuni…niente. Hai voglia…sempre più incollati alla televisione a sciorinare parole astruse e a gioire di strane esplosioni di colore. Cha facciano male agli occhi?
C’e’ chi era stato psicanalizzato su consiglio della vecchia zia che era stata insegnante elementare fino al 1955 e che di ragazzi se ne intende. Lo psichiatra aveva emesso il perentoreo verdetto “Vedrà sono manie giovanili poi passano, come i brufoli. Sa una volta c’erano i casini e passavano prima (anche i brufoli). Semmai lo mandi a Londra”
Da Londra il ragazzo era tornato, con un pacco di riviste di videogames e con un nuovo joystick.”
-”Ti sei fatto la ragazza?”, chiedeva speranzoso il padre in una stanza appartata.
-”Quale?”, Rispondeva stupito il figlio.
-”Ma che hai fatto?”, chiedeva il padre (adesso preoccupato).
-”Fighissimo, sono stato in un negozio dove vendevano l’ultimo modello di Commodore, L’Amiga. Poi avevano un plotter per il C64 magnifico, usava i pennini veri. Poi sono stato in una mostra dove dei programmatori olandesi mostravano i loro demo in assembler per il C64. E poi…”.
-”…ah ecco ok bravo, bravo”, tagliava il padre (convinto di aver generato un imbecille).
Personal Computer
Dopo il 1986 sul mercato apparvero i primi Personal Computer. Erano gli IBM XT, seguiti a breve da Commodore Amiga, Atari ST e una lunga, ma più sfortunata, lista di macchinozze incompatibili tra loro.
Stì affari si proponevano come strumenti per l’ufficio, e non per le famiglie. Il loro target era a produttività e non lo studio o il divertimento.
Un Atari ST per la produttività? Passate in Germania nel 1990 e troverete il Mega ST utilizzato in diverse aziende.
Passate per gli studi RAI del 1988 e troverete in cabina di regia un Amiga 2000 per produrre le titolazioni.
L’atteggiamento della massa però non cambia. Per essa il computer è ancora roba astrusa. Il cucciolo però nel frattempo è diventato ragazzo, ha la prima barba e le prime voglie. Ma non è ancora proprio come gli altri. Non vuole spassionatamente l’automobile, gli basta al più il motorino. Vorrebbe però un 16 bit (per lo più Atari ST o Amiga).
Gli amici ridono sempre di più, mentre camminano tra una boutique ed un’altra. I genitori sono ormai rassegnati. I parenti sono convinti che il ragazzo nella vita diventerà al massimo uno spostato. A Natale regalano soldi, così almeno mette via (vuoi mettere mio figlio che ha già chiesto due macchine, passa il weekend in discoteca in montagna, ha avuto tre ragazze e adesso va in Olanda a fare la gita studio?).
In questi 5-6 anni il ragazzo ha imparato come programmare…di più si orienta tra concetti di cui i più non intuiscono nemmeno l’esistenza. Ed entro il 1990…
Computer for the masses
C’è un tizio in America che negli anni ‘70 del ‘900 aveva scritto insieme ad un amico un Basic per l’Altair. Negli anni 80 (stesso secolo) aveva collaborato con IBM per fornire ai nuovi Personal Computer un sistema operativo chiamato DOS. Questo sistema operativo il ragazzo lo aveva trovato in un cestino dei rifiuti della DIGITAL, dopo che questa azienda, produttrice del più antico CPM, aveva deciso che il nuovo sistema era troppo scadente per poter essere commercializzato.
Questo ragazzo occhialuto, verso il 1990, dopo dieci anni scarsi di DOS aveva iniziato a commercializzare un sistema operativo grafico chiamato Windows e aveva pubblicizzato l’idea che ogni casa dovrebbe aver avuto un PC da usare.
Questo signore, Bill Gates, aveva visto proprio giusto.
Nel 1991 un PC 386 SX con 2 Mb di ram, Hd 40 Mb, Scheda XVGA, monitor a colori, floppy da 5,14” e 3,15” costava Lire 3.500.000 (circa 1.800 euro). Era un computer di fascia media. Oggi un PC di fascia media costa 800 euro.
Il nostro ragazzotto smanettone, ormai giunto in età universitaria, con i PC ci sguazza. File config.sys e autoexec.bat sono pane per i suoi denti. Far girare Wing Commander su pochi mega, provare windows 3 in una macchina schifiltosa sono expoit a sua portata.
Di più: lui le lettere le scrive in winword e ottiene fogli che sono persino decentemente stampati.
Scoramento dei parenti ‘normali’. Loro il PC a casa ce l’hanno semplicemente perchè negli anni ‘90 era cool. Ma cosa strana, oltre che a essere cool l’oggetto, era diventato importante anche il suo utilizzo!
La tesina universitaria scritta a mano o a macchina non era più tanto accettata. I signorini delle moto incominciavano a fare brutte figure.
A chi rivolgersi? La mamma ricordava lo smanettone sfigato. Ciao ciccio, tu che sei tanto bravo..
Da questo momento in poi lo sfigato passa dal suo stato d’essere (lo sfigato appunto) ad una nuova magica condizione ‘il guru di famiglia’.
Finalmente le donne lo vogliono, tutti lo vogliono e lo guardano con rispetto. Mi dai una mano a scrivere questo? Come faccio a leggere quello?
Badare bene però…..il nostro, benchè non più reietto, è considerato alla stregua di un idraulico, cioè una rottura di coglioni necessaria. Non se ne può fare a meno, perchè la gente continua a rapportarsi con il PC come faceva prima, non vuole imparare, vuole solo usare e subito.
E tutto d’un tratto…..il cambio finale!!!!
Arriva Internet.
…e con questa tutti sono improvvisamente esperti di PC, tutti sanno usare la “macchina”…eeee il guru non è più tanto gradito. A meno che…
Non ci sia qualcosa che non va al collegamento con il modem/rooter, non ci sia il virus demente di turno, non ci siano file persi…ecc ecc ecc
Ed inoltre, tutti fanno parte del club ‘Anche tu Utonto del PC (ATUPC)’. Ovvero, con il PC fanno tutto, ma non hanno proprio capito come. Degli esempi?
Per alcuni INTERNET=GOOGLE.
Per altri, le foto si scaricano sul PC perchè c’e’ un pezzo della macchinetta fotografica che si installa da solo sul PC che si chiama Adobe Photoshop Album 2.0 Starter Edition. Le mie foto si vedono solo con quella roba lì.
Come fai ad usare un PC moderno senza Windows 95/98/XP/VISTA?
Solo il sistema operativo Mandrake/Mandiva ti fa apprezzare il PC senza dare soddisfazione alle merdose aziende demoplutocratiche come Microsoft. Viva i no global! (Sic)
L’ex sfigato smanettone se ne sta dalla sua parte e non si unisce al club. Lui sa cos’è Linux e lo usa per i suoi pregi. Usa anche Windows, perchè solo in Windows ci sono certi software che tocca usare per la professione.
E gli altri…Gli altri lui se li osserva…assume un comportamento uguale a quello loro…e continua a pensare a Groucho Marx.