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Piccolo inciso 2: tempi moderni — Aria stantia dal PDL

Pubblicato da orter su Marzo 12, 2008

E’ arrivato in questi giorni anche il programma del PDL. Salta subito all’occhio una cosa, trovare questo programma in Internet è un problema. usando Google si trovano tonnellate di commenti su di esso, ma il rpogramma in sè è assolutamente introvabile. Il programma del PD, invece, lo si trova con estrama facilità, poichè è “linkato” da decine di elemienti della “blogosfera” (termine di assoluta moda).

Verrebbe da pensare che stà blogosfera sia di sinistra tout court e probabilmente questo è anche vero, ma comunque, per amena correttezza , il link verso il programmozzo del Pdl è questo qui pubblicato dal Sole 24 Ore. Certo verrebbe da oservare che anche gli altri giornali (soprattutto quelli On Line) dovrebbero farsi carico di linkare il documento, oltre che commentarlo, così come linkano quello del PD (chi ha detto Repubblica?). Parimenti vorrei vedere link fioccare anche verso i programmi di Centro, estrema Destra, estrema Sinistra, Grilli e grillini vari, ma mi sà che è un pò troppo sperarlo.

Il programma del PDL non è troppo diverso da quello presentato alla passata turnata elettorale: chi lo scrive ha la solita evidente matrice aziendalista. I punti in sostanza sono questi:

Politica Fiscale:

Dalle ”Meno tasse per tutti” (che peraltro stavolta ha usato Veltroni) si è passati ad una precisa indicazione nella riforma di riforma dell’IVA e dell’IRAP. Il pagamento della prima dovrebbe essere vincolato all’effettivo pagamento della fattura, il secondo dovrebbe essere riformato per considerare le deducibilità. Estremamente positivo per i possessori di partita iva che ormai sono quasi la metà (sfigata) dei lavoratori, neutro per l’altra metà. Sicuramente queste misure entreranno nel programma della sinistra la prossima turnata elettorale (e questo dimostra la mia fiducia sulla loro effettuva esecuzione). Si ipotizza poi una riorganizzazione del calendario fiscale che diminuisca le date di presentazione di documentazione e pagamenti. Anche questo banalmente positivo.

Il sud:

Anche il PDL sente la necessità di dedicare ad un capitolo al questo neo sotrico italiano. Si ipotizza la creazione di “zone franche” e “banche del sud”. Visto che nel sud ci sono zone franche da ogni legge da anni questa parte del programma è solo un riempitivo di forma.

Il programma non parla direttamente di riforme scolastiche stavolta, se le saranno dimenticate.

 Sulla carta sto’ programma fa meno ridere di quello della sinistra, ma manca di quello che manca sempre: gli italiani. Si saranno persi nei vari blog……

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Piccolo inciso 1: tempi moderni — aria fritta dal PD

Pubblicato da orter su Febbraio 25, 2008

Mi permetto, nel mio piccolo, qualche commento sul programma elettorale del PD.

INFRASTRUTTURE - «Primo: modernizzare l’Italia significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale – (omissis)

Una cosa del genere l’ha detta anche Ciriaco De Mita (quando era giovane)

MEZZOGIORNO - Secondo punto programmatico «è il grande obiettivo di innovazione del Mezzogiorno, della sua crescita, che è la crescita dell’Italia».

Ancora con sto’ mezzogiorno? Lo sento dal 1974. Non dovrebbe essere l’una del pomeriggio ormai?

SPESA PUBBLICA - Terzo obiettivo «il controllo della spesa pubblica». Negli anni di governo della destra – spiega Veltroni – è aumentata la spesa primaria corrente, «mentre il governo Prodi ha risanato e migliorato i conti pubblici. Per questo il nostro slogan è spendere meglio, spendere meno».

Dal 1990 in poi, ogni programma di qualunque schieramento politico comprende il contenimento  della spesa pubblica. Abbiamo 7 miliardi di euro di buco per “spese inpreviste” prodotte dal presidente del partito di Veltroni e questo mi parla di contenere le spese? Diciamo che a Veltroni non darei la mia carta di cerdito. La usa meno mia moglie! (il che è tutto dire!)

RIDUZIONE TASSE - Il quarto obiettivo del Pd «è fare quello che non è mai stato fatto: ridurre le tasse ai contribuenti leali, ai lavoratori dipendenti e autonomi che oggi pagano troppo». Un obiettivo che si traduce nello slogan: «Pagare meno, pagare tutti».

Questa l’ho già sentita…..però dall’altro schieramento.

LAVORO DONNE - Quinto punto del programma «è investire più di quanto mai sia stato fatto sul lavoro delle donne». Perché «oggi in Italia ci sono tre patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. E noi vogliamo trasformare il capitale umano femminile in un asso per la partita dello sviluppo».

Eh?

CASE IN AFFITTO – Al sesto punto programmatico c’è il problema della casa. Veltroni vuole aumentare le case in affitto e la «costruzione di circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro».

700 mila case in un paese dove l’ultimo censimento ha ipotizzato la presenza di 57,581 mln di individui e dove c’e’ un’immigrazione incontrollata? Numericamente Veltroni ha promesso case per lo 0,01 % degli individui. O non sa fare divisioni o mi prende per il culo…..mi sa che entrambe le ipotesi sono valide.

DOTE FISCALE - Settimo obiettivo «è quello di invertire il trend demografico mediante l’istituzione di una dote fiscale: 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido». Veltroni ha quindi rimarcato la necessità della lotta alla pedofilia, «il più orrendo dei crimini».

E’ la stessa tecnica di Mussolini, adottata nel 1930!! Complimentoni!!!!

UNIVERSITA’ - Ottavo posto nel programma del Pd è quello dell’università. «Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010 «perché la società dovrà contare sul talento e sul merito dei ragazzi italiani».

Non basta che non funzionino i corsi già esistenti per gli atenei già esistenti? Occorre non farne funzionare altri? Ma non si doveva contenere la spesa? No io la carta di credito non te la dò!

PRECARIETA’ - Nono punto: «la lotta alla precarietà, la qualità del lavoro e la sua sicurezza». Per Veltroni «la sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale della persona umana, che non può essere comprato e venduto a nessun prezzo». Quanto ai giovani precari dovranno raggiungere il minimo di 1.000 euro mensili.

E chi li assume più?

SICUREZZA - Decimo obiettivo è quello della sicurezza «perché far sentire sicuri i cittadini è uno dei principali obiettivi del Pd». Il segretario del Pd vuole maggiori fondi per le forze dell’ordine e ribadisce la certezza della pena come uno dei cardini dell’azione di governo del centrosinistra.

10° punto? E’ solo il 10° punto? E poi altri fondi? Non  mi dovevi ridurre le tasse?  Veltroni ma va a…diminuire le tasse ad un altro!

GIUSTIZIA - Undicesimo punto è quello della giustizia e della legalità. Ricordando le parole di Napoletano Veltroni dice «che da troppi anni c’è uno scontro nel Paese sulla giustizia e tra politica e magistratura. Proporremo norme innovative per la trasparenza delle nomine di competenza della politica. Nel nostro ordinamento inseriremo il principio della non candidabilità in Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi connessi alla mafia, camorra e criminalità organizzata o per corruzione o concussione».

E serve una legge? Non basterebbe il senso di decenza tuo e dei tuoi colleghi?

INNOVAZIONE - Ultimo e dodicesimo punto è quello dell’innovazione: «Vogliamo portare la banda larga in tutta l’Italia e garantire a tutti una tv di qualità». Il segretario del Pd dice che è necessario superare il duopolio tv «e correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il pluralismo e la libertà del sistema».

La banda larga? La banda larga sul programma di governo? E poi non c’è ormai il Wi Max? Veltroni segue un  progetto già vecchio in partenza. Ma chi te la fatto sto’ programma? Tuo nipote cercando le parole su Google? Ma neanche nel Botzwana ci sono programmi simili.

E meno male che il programma è finito. prometto che se dal PDL giungerà un altro attentato alla mia intelligenza lo commenterò equanimamente!

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Non farei mai parte di un club che mi accettasse tra i suoi soci.

Pubblicato da orter su Maggio 30, 2007

gmarx.jpg  

Quando i pixel erano quadrati

Interessarsi dei computer negli anni ottanta significava passare per idioti. Mentre i propri coetanei rivolgevano attenzione ai passatempi socialmente accettati
(ovvero farsi la ragazza, il motorino, la moto, la macchina, i capelli), noi si passava il tempo tra riviste malstampate fatte di carta velina, manuali che il negoziante vendeva con un ghigno di compassione…e la tastiera del beneamato home computer.

Gli amici, quelli che con la ragazza avevano già pomiciato, ridevano. I parenti avevano un atteggiamento tra l’imbarazzato ed il preoccupato.

Ho sentito una madre d’informatico dire ad un’altra di non informatico: “Sa…da piccolo smontava sempre i televisori”. L’altra annuiva comprensiva (si sà tra due madri la comprensione è d’obbligo, se la seconda è mamma di sfigato).

C64, Spectrum ZX80, ZX81, 48K…. li chiamavano Home Computer perchè erano per famiglie. La pubblicità della commmodore mostrava persino una famigliola estasiata davanti alla tastiera del C64. In realtà sti affari venivano usati solo dai cosiddetti smanettoni, che erano i cuccioli della famiglia. Più aperti alle novità del padre impiegato, più interessati e sensibili.

Certo, i cuccioli crescono e la società (di cui fa parte anche il resto della famiglia) si aspetta che, dopo aver guardato il film “Il tempo delle mele n” i medesimi si prestino ad interessi più mondani.

Invece alcuni…niente. Hai voglia…sempre più incollati alla televisione a sciorinare parole astruse e a gioire di strane esplosioni di colore. Cha facciano male agli occhi?

C’e’ chi era stato psicanalizzato su consiglio della vecchia zia che era stata insegnante elementare fino al 1955 e che di ragazzi se ne intende. Lo psichiatra aveva emesso il perentoreo verdetto “Vedrà sono manie giovanili poi passano, come i brufoli. Sa una volta c’erano i casini e passavano prima (anche i brufoli). Semmai lo mandi a Londra”

Da Londra il ragazzo era tornato, con un pacco di riviste di videogames e con un nuovo joystick.”

-”Ti sei fatto la ragazza?”, chiedeva speranzoso il padre in una stanza appartata.

-”Quale?”, Rispondeva stupito il figlio.

-”Ma che hai fatto?”, chiedeva il padre (adesso preoccupato).

-”Fighissimo, sono stato in un negozio dove vendevano l’ultimo modello di Commodore, L’Amiga. Poi avevano un plotter per il C64 magnifico, usava i pennini veri. Poi sono stato in una mostra dove dei programmatori olandesi mostravano i loro demo in assembler per il C64. E poi…”.

-”…ah ecco ok bravo, bravo”, tagliava il padre (convinto di aver generato un imbecille).

Personal Computer

Dopo il 1986 sul mercato apparvero i primi Personal Computer. Erano gli IBM XT, seguiti a breve da Commodore Amiga, Atari ST e una lunga, ma più sfortunata, lista di macchinozze incompatibili tra loro.

Stì affari si proponevano come strumenti per l’ufficio, e non per le famiglie. Il loro target era a produttività e non lo studio o il divertimento.

Un Atari ST per la produttività? Passate in Germania nel 1990 e troverete il Mega ST utilizzato in diverse aziende.

Passate per gli studi RAI del 1988 e troverete in cabina di regia un Amiga 2000 per produrre le titolazioni.

L’atteggiamento della massa però non cambia. Per essa il computer è ancora roba astrusa. Il cucciolo però nel frattempo è diventato ragazzo, ha la prima barba e le prime voglie. Ma non è ancora proprio come gli altri. Non vuole spassionatamente l’automobile, gli basta al più il motorino. Vorrebbe però un 16 bit (per lo più Atari ST o Amiga).

Gli amici ridono sempre di più, mentre camminano tra una boutique ed un’altra. I genitori sono ormai rassegnati. I parenti sono convinti che il ragazzo nella vita diventerà al massimo uno spostato. A Natale regalano soldi, così almeno mette via (vuoi mettere mio figlio che ha già chiesto due macchine, passa il weekend in discoteca in montagna, ha avuto tre ragazze e adesso va in Olanda a fare la gita studio?).

In questi 5-6 anni il ragazzo ha imparato come programmare…di più si orienta tra concetti di cui i più non intuiscono nemmeno l’esistenza. Ed entro il 1990…

Computer for the masses

C’è un tizio in America che negli anni ‘70 del ‘900 aveva scritto insieme ad un amico un Basic per l’Altair. Negli anni 80 (stesso secolo) aveva collaborato con IBM per fornire ai nuovi Personal Computer un sistema operativo chiamato DOS. Questo sistema operativo il ragazzo lo aveva trovato in un cestino dei rifiuti della DIGITAL, dopo che questa azienda, produttrice del più antico CPM, aveva deciso che il nuovo sistema era troppo scadente per poter essere commercializzato.

Questo ragazzo occhialuto, verso il 1990, dopo dieci anni scarsi di DOS aveva iniziato a commercializzare un sistema operativo grafico chiamato Windows e aveva pubblicizzato l’idea che ogni casa dovrebbe aver avuto un PC da usare.

Questo signore, Bill Gates, aveva visto proprio giusto.

Nel 1991 un PC 386 SX con 2 Mb di ram, Hd 40 Mb, Scheda XVGA, monitor a colori, floppy da 5,14” e 3,15” costava Lire 3.500.000 (circa 1.800 euro). Era un computer di fascia media. Oggi un PC di fascia media costa 800 euro.

Il nostro ragazzotto smanettone, ormai giunto in età universitaria, con i PC ci sguazza. File config.sys e autoexec.bat sono pane per i suoi denti. Far girare Wing Commander su pochi mega, provare windows 3 in una macchina schifiltosa sono expoit a sua portata.

Di più: lui le lettere le scrive in winword e ottiene fogli che sono persino decentemente stampati.

Scoramento dei parenti ‘normali’. Loro il PC a casa ce l’hanno semplicemente perchè negli anni ‘90 era cool. Ma cosa strana, oltre che a essere cool l’oggetto, era diventato importante anche il suo utilizzo!

La tesina universitaria scritta a mano o a macchina non era più tanto accettata. I signorini delle moto incominciavano a fare brutte figure.

A chi rivolgersi? La mamma ricordava lo smanettone sfigato. Ciao ciccio, tu che sei tanto bravo..

Da questo momento in poi lo sfigato passa dal suo stato d’essere (lo sfigato appunto) ad una nuova magica condizione ‘il guru di famiglia’.

Finalmente le donne lo vogliono, tutti lo vogliono e lo guardano con rispetto. Mi dai una mano a scrivere questo? Come faccio a leggere quello?

Badare bene però…..il nostro, benchè non più reietto, è considerato alla stregua di un idraulico, cioè una rottura di coglioni necessaria. Non se ne può fare a meno, perchè la gente continua a rapportarsi con il PC come faceva prima, non vuole imparare, vuole solo usare e subito.

E tutto d’un tratto…..il cambio finale!!!!

Arriva Internet.

…e con questa tutti sono improvvisamente esperti di PC, tutti sanno usare la “macchina”…eeee il guru non è più tanto gradito. A meno che…

Non ci sia qualcosa che non va al collegamento con il modem/rooter, non ci sia il virus demente di turno, non ci siano file persi…ecc ecc ecc

Ed inoltre, tutti fanno parte del club ‘Anche tu Utonto del PC (ATUPC)’. Ovvero, con il PC fanno tutto, ma non hanno proprio capito come. Degli esempi?

Per alcuni INTERNET=GOOGLE.

Per altri, le foto si scaricano sul PC perchè c’e’ un pezzo della macchinetta fotografica che si installa da solo sul PC che si chiama Adobe Photoshop Album 2.0 Starter Edition. Le mie foto si vedono solo con quella roba lì.

Come fai ad usare un PC moderno senza Windows 95/98/XP/VISTA?

Solo il sistema operativo Mandrake/Mandiva ti fa apprezzare il PC senza dare soddisfazione alle merdose aziende demoplutocratiche come Microsoft. Viva i no global! (Sic)

L’ex sfigato smanettone se ne sta dalla sua parte e non si unisce al club. Lui sa cos’è Linux e lo usa per i suoi pregi. Usa anche Windows, perchè solo in Windows ci sono certi software che tocca usare per la professione.
E gli altri…Gli altri lui se li osserva…assume un comportamento uguale a quello loro…e continua a pensare a Groucho Marx.

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You are a looser, dear!

Pubblicato da orter su Maggio 23, 2007

nerd.jpg 

Ammettiamlo pure, oggi il computer ce l’hanno davvero tutti, alla stregua del frigorifero. Ha avuto ragione quel tizio con gli acchiali tondi, quel Giovanni Cancelli che ha fatto i soldi, pare, scopiazzando e riciclando.

E fin qui…se l’etica hacker dice che l’informazione è libera, noi che dell’informatica siamo i no global…siamo proprio contenti.

Ammettiamolo pure, l’uso del computer negli uffici ci ha reso qualche servigio. Facciamo code più corte per avere lo stato famiglia, la posta ci fa tracciare sul web il percorso del nostro pacco, la nostra banca ci rende servizi migliori e a costo più basso

O no?

Secondo me le file più corte negli uffici del comune sono regalo della legge dell’autocertificazione (grazie europa). Adesso le poste possono perdere un pacco anche sul web, oltre che nel mondo reale. Le banche una volta mantenevano un conto corrente sostanzialmente gratis, oggi ci vogliono un pacco di soldi per gestirlo.

Dicono che sia colpa della complessità del sistema. Secondo me, quando un sistema è gestito male, l’automatizzazione non può che peggiorarlo.

Guardate l’impiegato alle poste (alle banche, al comune, alla regione, alla provincia…fate voi). E’ davanti al suo megacomputer, gli hanno appena installato SAP, ci ha il browser, può fare mail in America, ha le ultime informazioni della borsa. Gli pompano negli occhi le ultime normative, lo fanno leggere, leggere, leggere.

Ma lui se ne stà lì, a guardare lo schermo e non le informazioni che ci sono dentro.

Perchè è uno scansafatiche? Uno che scalda la sedia? Che facciamo? Lo denunciamo, gli facciamo causa, richiediamo a gran voce la riforma della pubblica amministrazione?

Può anche essere, ma la realtà è che gli sgobboni e i fancazzisti hanno lo stesso problema. Se prima per produrre qualcosa dovevano perdere tempo sulla carta, adesso perdono tempo, e molto di più, davanti al computer.

Facciamo un esempio, un certificato di nascita. Una volta c’era un librone su cui si scrivevano i nomi degli ultimi nati. Dopo il censimento, si compilavano altri due documenti: uno andava al genitore e aveva valore di certificato originale di nascita, e uno all’ufficio anagrafe. 10 minuti per censire il nuovo cittadino.

Adesso occorre:

  • Andare all’ufficio dell’anagrafe
  • Attendere che l’ospedale trasmetta informaticamente i dati di nascita
  • Inserire, a mano come prima, nel database dell’anagrafe i dati anagrafici, che ha già fornito l’ospedale, ma in formato non compatibile
  • Verificare se si sono commessi errori di battitura, perchè le variazioni anagrafiche le può fare solo il papa su ordine scritto, controfirmato da tutta la santissima trinità
  • Stampare il documento originale di nascita, un foglio brossurato di dimensioni epiche che fa le veci del vecchio libro. Perchè la legge è rimasta al fascismo ed il librone, questa, se lo aspetta
  • Spedire le informazioni all’ospedale, USSLL, provincia, ufficio codice fiscale, ufficio entrate, regione, e sospetto, persino al vaticano

Eh! Ma una volta era troppo semplice, una volta le nascite non venivano neppure registrate! Dicono. Il fatto è che i bambini vengono scambiati persino adesso.

Per automatizzare un processo qualunque, bisogna rendere efficiente quello che sta dietro. Non ci si può aspettare che il demente di computer renda intelligente quello che non lo è.

Faccio un esempio per farmi capire.

Pensate ai nastri delle casse del supermercato. Sono nati per efficientare l’operazione di pagamento. Il loro ragionamento è semplicissimo. C’è un nastro, lungo, un operatore alla cassa, più clienti e un oggetto che serve a separare un cliente dall’altro. Un oggetto semplicissimo, eppure essenziale. Un pezzo di plastica da mettere tra gli oggetti del primo e del secondo cliente.

L’idea è questa: questo oggetto o lo mette il cassiere, o il primo o il secondo cliente.

Questo l’algoritmo, nella triste realtà umana: o il separatore manca, o non viene mai usato per quel che deve. Ovvero:

  • Il primo cliente non lo mette alle fine della sua roba. Tanto, pensa, io intanto ho finito. Il secondo, fermato dal carrello del primo non arriva neppure a prenderlo (-”Me lo passa per favore” il primo cliente al secondo, -”Che cosa” -”Il separatore” -”Il Che ?” “-Quel fottuto pezzo di plastica che ti sei dimenticato di appoggiare dopo la tua roba di merda”)
  • Il cassiere, sull’orlo di una crisi di nervi, passa il separatore al primo cliente, che gli è più vicino. Evita così di doversi preparare nella specialità olimpica ‘Lancio del separatore al secondo cliente’. Questo cliente che fa? Ho visto comportamenti diversi. Si va dall’umanamente demente al criminale. L’umanamente demente è quando il separatore viene messo davanti a tutta la propria merce.
    Il criminale l’ho visto solo un paio di volte. E’ capitato che il primo cliente abbia messo il separatore in mezzo alla sua stessa roba!

Ma dico io, capisco lasciarlo da parte, capisco persino usarlo come bacchetta per dirigere una improvvisata immaginaria orchestra. Ma in mezzo alla tua roba! Caro amico di spesa, che cosa vuoi fare? Separare i fagiolini dai pomodori? Hai paura che si accoppino?

In questi casi ammiro la calma del cassiere. Io prenderei il separatore e lo sbatterei sulle orecchie del demente che mi sta davanti, urlando.

Cosa pensate che farà quel primo cliente davanti al computer del suo ufficio?

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This is KB S.Francisco Antonio Bay California. It is 25 past midnight.

Pubblicato da orter su Maggio 22, 2007

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Io sono un egoista. Mi interesso di Linux e dell’Open Source solo per due motivi: è gratis e posso guardare dentro il codice.

Se Photoshop fosse gratis non ci penserei due volte a mollare Gimp. Se Coreldraw fosse gratis farei salti di gioia. Se Rhinoceros fosse open col cavolo che userei Blender.

Sti cosi costano, io non sono un copiatore (troppa scomodità, sono pure pigro) e quindi mi accomodo sull’open accettando la tipica ”ripida curva di apprendimento”.

Al contrario visionare il codice è scelta indotta dalla ricerca di qualcosa: la sicurezza, e questa rimarrebbe valida anche se Vista fosse gratuito.

Ho sempre sostenuto che imparare qualcosa su Linux sia difficile, troppa documentazione.

Nel passato, almeno c’erano i mitici HowTo: testi biblici sui cui passare ore e ore a provare e riprovare. Avevi un problema sulle SCSI? Leggevi lo SCSI HowTO e riuscivi (forse) a fare funzionare la tua c##zz# di scheda.

Ogni How-To aveva uno o più manutentori. Questi erano certi, noti e conosciuti. Se in un HowTo c’era un errore lo si comunicava al manutentore che, dopo opportune verifiche, modificava la documentazione (un lavoraccio!).

In altre parole, una volta c’era tanta, troppa manutenzione. Ma la documentazione era sostanzialmente corretta ed aggiornata. 

Ultimamente si sono aggiunti i Blog e i Wiki. Entrambi manutenzionati da quella vaga entità chiamata comunità. Il Blog è scritto da una persona, se c’e’ un errore puoi commentare, ma se l’articolista non corregge devi leggere i commenti per rilevare l’errata: è quantomeno uno spreco di tempo ed inoltre trovare questi non è quasi mai agevole.

I Wiki sono modificabili da chiunque si registri al sito di gestione. Si suppone che, così facendo, la qualità del testo sia garantita dall’intervento generalizzato della comunità. Di fatto, come nella termodinamica, i Wiki tendono all’entropia. Le informazioni tendono ad essere superficiali, più orientati all’utente che al professionista.

Non sarebbe un gran male se tutte le forme di documentazione fossere egualmente raggiungibili. Ma provando a ricercare con Google qualunque informazione, nelle prime videate appaiono solo Wiki e Blog. Google qualifica una URL in base al numero di riferimenti, in questo modo intercetta  l’interesse della massa e non necessariamente la qualità della fonte.

Ogni volta che necessito di informazioni, ultimamente, mi trovo di fronte ad un muro sempre più spesso di nebbia. Se poi la si immagina luminescente…

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Distribuzione Operaia!

Pubblicato da orter su Marzo 20, 2007

manifesti-sovietici.jpg

Non c’è che dire, leggere il BLOG degli amanti di Linux è divertente quanto era leggere i NewsGroup dedicati al tema 5 anni fa.

L’ultimo in ordine di tempo è: http://pollycoke.wordpress.com/2007/03/19/debian-sta-perdendo-una-grossa-opportunita/

Sono carini sopratutto i commenti.

 Ho già avuto l’occasione di dirlo,  siamo alla quarta generazione di utenti Linux, per molti il massimo consiste nello scaricare e provare i programmi.

Il che, sia chiaro, va benissimo, perchè dimostra il successo di Linux.

 Però io mi domando come possano essere applicati seriamente concetti come “democrazia”, “etica” o “morale” ad una attività progettuale.

 Il successo di un progetto software (e l’organizzazione per raggiungerlo) si determina:

- definendo,  in termine di funzioni implementate e tempi di realizzazione, l’obiettivo cui ci si pone

- pianificando le attività afferenti il progetto, ovviamente curando ricicli e problemi

- organizzando i gruppi di lavoro al fine di mantenere il piano  

E’ davvero tutto qui!

Davvero, ditemi voi come si possa applicare il concetto di democrazia ad una attività del genere! 

Se un progetto, metti Debian, ha risorse infinite e tempo infinito, non vedo come ci debba preoccupare se la versione promessa stia ritardando.

Se si riporta tutto al ciclo di vita del software risulta meno sconvolgente la defezione di un componente del gruppo di lavoro (pur importante). Nello sviluppo di un software si dice: tutti sono importanti, ma nessuno è essenziale.

Distribuzione Operaia? Per pietà, basta!

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La generazione Peek and Poke

Pubblicato da orter su Marzo 11, 2007

Piastra Madre di un C64

All’incirca nel 1984-1986 uscì un articolo in una delle tante riviste che allora si occupavano di Informatica pubblicando lunghi listati su carta insoddisfacente persino ad ad assorbire le cacche di un canarino.

In quell’ articolo si criticano tutti quelli che utilizzarono il loro C64 a colpi di Peek e Poke scopiazzati dalle riviste, senza aver la minima idea del fuzionamento dell’assembler (del 6502, è chiaro)

Quegli utonti commodoriani furono la seconda generazione: usarono briciole dell’esperienza altrui per far funzionare la loro macchina, oppure caricarono giochi per lo più copiati.

Altri tempi, millenni fa. Ma una cosa del genere si vede persino oggi con Linux. Ho sentito parlare di Linux nel 1992 e nel 1993 l’ho installato. Faccio parte della seconda generazione di utonti LInux, quelli che hanno goduto di distribuzioni già pronte. Sono tra quelli che non hanno dovuto programmarsi i driver per usare il mouse, anzi ho compilato il nucleo solo se strettamente necessario: per far funzionare una interfaccia scsi non proprio standard o per motivi di sicurezza. Ma sono tra quelli che dovevano dannarsi l’anima a recuperare le librerie necessarie a compliare il programma di turno.

Verso il 1997, è nata la terza generazione di smanettoni. Questi avevano a disposizione i package (RPM o DEB) per installarsi la roba.

E ora siamo alla quarta, non più rpm o deb, il pacchetto si installa dopo averlo scaricato direttamente dal web con adept manager (o il programmino di turno)!

Intendiamoci, non è affatto un male, anzi è segno che Linux è un OS che offre qualcosa anche al vasto pubblico.

Però, tutto sommato, quando vedo scritto in qualche articolo che la compilazione di un programma è per Guru…qualche dubbio mi salta alla mente e la memoria mi ritorna ai Peek e Poke.

Comunque…….sys 64738.

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