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Ubuntu 7.10 Fa Schifo

Pubblicato da orter su Novembre 3, 2007

Ubuntu in prospettiva diversa

Linux, nei vari gusti offerti via via nel tempo, è sempre stato un sistema operativo per secchioni. Per utilizzarlo occorre studio, passione, precisa volontà.

Ultimamente alcune aziende propongono delle distribuzioni che hanno l’obiettivo di rendere utilizzabile Linux anche dagli utonti (cioè le persone normali, i non secchioni).

Ubuntu (nome che, nonostante l’assonanza, non indica l’apparato riproduttivo africano, vuol dire umanità vista dagli altri) è la distribuzione proposta da un’azienda che si chiama Canonical. Questa distribuzione, più di altre, fa dell’usabilità un vessillo da sbandierare e questa strategia ha il pieno supporto di un manipolo di secchioni che chiama sè stesso comunità.

Devo dire che la precedente versione (la 7.04) ha svolto il suo compito abbastanza bene: si installa e propone all’utente un sistema tutto sommato immediatamente usabile anche se nei limiti di produttività offerti da Open Office, dai vari tool di configurazione e dal windows manager stesso. Addirittura i possessori di schede grafiche accellerate (cioè quasi tutti gli utenti) possono godere di effetti speciali che appaiono quando si fa uno switch tra finestre o quando si minimizza/massimizza un programma o quando si cambia desktop. Stì effetti non servono a nulla, o quasi,ma piacciono molto ai secchioni. Con 7.04 le attività da ufficio si svolgono effettivamente senza l’aiuto di un secchione. Ma un pò più difficile è vedere i puffi da un DVD. Occorre cercare il da farsi in qualche forum, blog o documentazione sparsi nella rete, capire che occorre utilizzare il sistema di scarico ed installazione pacchetti per mettere nel proprio PC un affare che si chiama metapacchetto. Durante l’istallazione, molto difficile per il normoutonto, il sistema avverte che si sta attivando un’opzione insicura e potezialmente illegale. Tutto questo piace molto ai secchioni, ma spaventa i normoutonti. Io volevo solo vedere i Puffi! E mi tocca installare qualcosa di illegale?

Da qualche giorno Canonical offre la distribuzione Ubuntu 7.10 che non è riuscita proprio benissimo. L’installazione o l’upgrade dalla precedente sono alquanto facili, ma dopo questi l’utente si può trovare di fronte a qualche fastidio. Alcuni non riscono ad accedere a parti del disco rigido, ad altri (tra cui a me accidenti) Firefox si impianta a tratti. Ad altri (tra cui sempre a me, che culo) gli effetti grafico/inutili non sono disponibili.

Poco male (insomma) per il secondo problema, ma il primo è vitale. Come risovere? Anzi…perchè risolvere? Perchè si fa una nuova distribuzione e mi si lascia nel guano? Non bastava tenere la vecchia? Canonical mi ricorda Microsoft degli anni peggiori, solo che M$ la lezione l’ha imparata: rilascia sistemi dopo anni e dopo vari test (che tra l’altro non bastano). Canonical non ci è ancora arrivata.

Comunque, dopo l’upgrade da 7.04, visti i problemi, mi sono dato da fare. Per cercare informazioni mi sono rivolto a Canonical, ma ho scoperto che informazioni su 7.10 non ce ne sono. Esattamente come M$ ai tempi di Windows 98 ME(rda) edition. Bene! Allora mi sono rivolto ai vari blog (ultima moda del web) mantenuti dai secchioni.

Qui ci sono vari articoli dove, a fronte del difetto di Firefox, si fa appello a mantra secchioni che, putroppo, spesso vedo apparire nei blog. Per esempio:

il freeze a singhiozzo di Firefox sarebbe colpa alternativamente di

  • Un Bug Noto (e quindi non c’è nulla da fare, sopporta e ciucciati il calzino, perdente!)
  • Dei driver Proprietari Di Invida (che essendo proprietari sono il male)
  • Xorg E’ Cofigurato Male (non ci azzecca nulla, ma fa figo)
  • Della Goolge bar (che io non ho)

e consimili. In realtà, essendoun po’ secchione anch’io, sospetto che Canonical abbia compilato Firefox utilizzando le librerie Gnome 64 Bit che sono in beta da un anno. Ottima scelta! Quindi non ho fatto altro che reinstallare Firefox riscaricandomelo dal sito proprietario. Non ho disinstallato quello proposto di Canonical, perchè voglio godermi la differenza e voglio capire quando verrà scaricata la patch che sistema il tutto, ho messo la versione scaricata nella mia home dir e woila! Tutto funziona come in 7.04. Certo devo reinstallarmi plug-in vari.

Ed ecco il frutto della mia pazienza:

Firefox senza i freeze a singhiozzo su Ubuntu 7.10!

Risolto il primo problema, mi sono concentrato sugli effetti 3d per le finestre. Che non servono quasi a nulla, ma che diavolo! Ci sono!

Visto che non riuscivo a girare il mitico cubetto, il primo passo è stato cercare un tool per configuare compiz (il sistema per gestire gli effetti grafici 3d). Che sorpresa, Canonical non ha pensato di includerlo nella distribuzione.

Mi sono rivolto ai soliti blog secchioni e ho trovato il tool Advanced Desktop Effect Setting (ogni volta che affronto Gnome sento la mancanza del Control Panel che M$ Windows ha dalla versione 3.0.) Installato questo, nulla è cambiato. Eppure Ubuntu mi dice che il cattivo driver proprietario è installato e attivo.

A questo punto mi ricordo di come mi sentivo quando Windows 3.1 non utilizzava la mia strapagata Ultra Vga a 65.000 colori. E quindi ho disattivato e riattivato il suddetto driver, l’informatico è così, se l’automobile gli si rompe lui scende, risale e riprova a metterla in moto….e di solito ha ragione. In questo caso, dopo la riattivazione del Xserver con un bel crtl+alt+backspace mi sono ritrovato ad una risoluzione di 640×480. E ho anche scoperto che in questa risoluzione è difficile schiacciare system, Gnome funziona male.

Bello schifo, driver attivato….ma niente 1040×768, altro che compiz. Stavo per disintegrare la partizione Ubuntu per passare a Fedora, quando mi sono ricordato di quando facevo cose analoghe su Windows 3.51 e ho dato uno sguardo alla configurazione del monitor. Ubuntu mi diceva che stavo usando un Monitor Plug&Pray (e quindi tutto bene no?). Io gli ho detto di usare il mio vecchio Philiphs 105S (9 anni di vita) e BUM improvvisamente ecco disponibili tutte le risoluzioni. Riavviato Xwindows (altra morsa di strangolamento vulcaniano crtl+alt+backspace) ed ecco apparire il logo NVidia.

Ed ecco il risultato del mio sforzo:

Ma allora Compiz serve

Quindi Ubuntu avrà pure avuto i driver installati, ma non li usava. Il bello che ho usato gli stessi trucchetti per Windows di quando ero giovane. Che nostalgia!

Mi dispiace Canonical, il tuo prodotto nella versione 7.10 è ben lungi dall’essere usabile, è un gioco per secchioni. Per essere chiaro: Ubuntu 7.10 fa schifo, è meglio 7.04, nonostante i buoni pareri che appaiono su vari blog, magari anche seguiti come questo.

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Distribuzione Operaia!

Pubblicato da orter su Marzo 20, 2007

manifesti-sovietici.jpg

Non c’è che dire, leggere il BLOG degli amanti di Linux è divertente quanto era leggere i NewsGroup dedicati al tema 5 anni fa.

L’ultimo in ordine di tempo è: http://pollycoke.wordpress.com/2007/03/19/debian-sta-perdendo-una-grossa-opportunita/

Sono carini sopratutto i commenti.

 Ho già avuto l’occasione di dirlo,  siamo alla quarta generazione di utenti Linux, per molti il massimo consiste nello scaricare e provare i programmi.

Il che, sia chiaro, va benissimo, perchè dimostra il successo di Linux.

 Però io mi domando come possano essere applicati seriamente concetti come “democrazia”, “etica” o “morale” ad una attività progettuale.

 Il successo di un progetto software (e l’organizzazione per raggiungerlo) si determina:

- definendo,  in termine di funzioni implementate e tempi di realizzazione, l’obiettivo cui ci si pone

- pianificando le attività afferenti il progetto, ovviamente curando ricicli e problemi

- organizzando i gruppi di lavoro al fine di mantenere il piano  

E’ davvero tutto qui!

Davvero, ditemi voi come si possa applicare il concetto di democrazia ad una attività del genere! 

Se un progetto, metti Debian, ha risorse infinite e tempo infinito, non vedo come ci debba preoccupare se la versione promessa stia ritardando.

Se si riporta tutto al ciclo di vita del software risulta meno sconvolgente la defezione di un componente del gruppo di lavoro (pur importante). Nello sviluppo di un software si dice: tutti sono importanti, ma nessuno è essenziale.

Distribuzione Operaia? Per pietà, basta!

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