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Netscape è morto, viva Netscape.

Pubblicato da orter su Dicembre 31, 2007

R.I.P. per Netscape

America On Line, detentrice dei diritti di Netscape, chiude definitivamente il progetto ed il suo supporto il 1 Gennaio 2008.

Netscape è il secondo Browser della storia dopo Mosaic, entrambi furono sviluppati da Mark Andreseen.

Netscape nasce più performante di Mosaic. Dopo due anni di massima diffusione cominciarono le difficoltà dovute a due fattori. In primo luogo il potere commerciale di Microsoft impose il pessimo Internet Explorer grazie ad una preinstallazione sui vari OS Windows. Secondariamente la manifesta incapacità del duo Jim Clark e Anderseen (proprietari di Netscape) nell’organizzare un valido gruppo di sviluppo contribuì a strangolare il progetto.

AOL acquisì Netscape, ma questo non fermò il declino.

La decisione di rendere OPEN il codice di Netscape ha reso possibile lo sviluppo del progetto MOZILLA il cui figlio più celebre (e migliore) è il fantastico Firefox, browser che sta minando la diffusione di IE 7.

Netscape rappresenta ciò che di buono può fare un programmatore e quanto il medesimo può sbagliare nella gestione di una azienda.

E’ un bellissimo pezzo di storia del software che se ne va, ma lascia, come è giusto che sia, validi suoi discendenti. E questa è la morte migliore che un programma possa fare.

Requescat In Pacem. 

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Disk RAID con NVIDIA su Ubuntu 7.04 e 7.10 (e Linux in genere)

Pubblicato da orter su Novembre 18, 2007

I secchioni li chiamano fake raid. Sono i raid array gestiti dai bios delle moderne schede madri SATA.

Si chiamano “fake” (ovvero fasulli) per distinguerli dai disk array gestiti da opportuna interfaccia hadrware U-PCI/PCI.

Se i fake array permettono RAID 0, 1, 2, o JBOD con opzioni di gestione veramente di base, gli array hardware permettono RAID 0, 1, 2, 5, 10, JBOD e scalabilità da 5 a 10 dischi.

Ma i fake array sono veramente economici. Gli array hardware sono costosi (si parte da € 250 per un controller da tre dischi), e non tutti sono compatibili con Linux, anzi solo alcuni sono utilizzabili a pieno, per molti occorre rinunciare a funzioni pagate fior di quattrini e ci sono casi di piena incompatibilità.

Ci sono diverse guide per gestire i fake raid array su Linux, per esempio:

In quasi tutte queste guide si mostra anche come installare una distribuzione Linux su un disk array.

Ma i fortunati possessori di fake array, oltre a risparmiare soldi, si trovano a risparmiare fatica. Adottando la gestione del disk array offerta dal bios, l’utilizzo del comando mdadm (amministrazione disk array) diveta inutile.

Comunque, per completezza, si elencano prerequisiti all’uso di mdamd ed esempi commentati.

Su Ubuntu/Debian occorre installare mdadm

apt-get install mdadm

Sia però chiaro che il metapackage raidtools2, citato in alcune guide, è obsoleto.

Per creare un disk array di tipo 1 (mirror):

mdadm --create /dev/md0 --level=1 --raid-device=2 /dev/sdb1 /dev/sdc1

Cambiando –level si impostano raid di tipo 0, 10 o 5.
Naturalmente occorre elencare i device voluti.

Ma per chi usa il setup da bios? Le guide sono fuorvianti.

Si deve impostare l’array usando il pannello di configurazione richiamato al boot della macchina solitamente premendo f10, per capire come cosa fare è bene darsi una letta al manuale della piastra madre, comunque, mediamente, si tratta di elencare quali dischi compongono l’array e che tipo di array (0, 1, 10, jbod) si vuole installare.

Una volta creato l’array ed eseguito il boot di Linux, in /dev/mapper appare un apposito device che si deve utilizzare per

  1. creare una partizione con fdisk o gparted
  2. formattare com mkfs.ext2 o mkfs.ext3 o mkfs.raiser (o qualsiasi fs supporti i RAID)

Il nome del device varia in base al chipset in scheda. Personalmente mi trovo un /dev/mapper/nvidia_gccjfcbf.

Addirittura, il bios rende resistente l’array ad eventuali usi errati di fdisk o mdamd. Ho provato a cancellare la partizione dal device e crearne una nuova e ci sono pure risscito.

 Al primo riavvio di macchina ho potuto comunque ricostruire l’array precedentemente creato senza perdere un solo file.

L’unico appunto è che fdisk -l non lista il device mapper. E’ comunque di aiuto gparted:

gparted mostra il mio disk array fake

Una volta formattato il disk array va montato con

sudo mount -t reiserfs  /dev/mapper/nvidia_gccjfcbf /home/data

Ultima nota: se si tenta di usare madm su di un array gestito da scheda madre si otterrà l’errore ‘device busy’.

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Un nuovo Blog

Pubblicato da orter su Marzo 7, 2007

outrunintro.gif

E’ la nuova moda non c’è che dire.

Tutti scrivono e leggono BLOG. Manco fossero Novella 3000.Oh bhe! Magari ci si diverte

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